All'asta finisce anche il centro aziendale di Bastia

di Daniele Bovi

Le Opere Pie vendono i gioielli di famiglia. Ammonta a tre milioni di euro infatti il valore a base d’asta dei beni che le Opere Pie Riunite di Perugia, immerse in una situazione debitoria tutt’altro che semplice, hanno scelto di mettere all’incanto. Tra i cinque lotti, l’ente guidato da Angelo Frascarelli ha deciso di vendere al miglior offerente anche la sede di via Campo di Marte. Tutto ciò proprio quando venerdì mattina Cgil, Cisl e Uil torneranno a parlare per denunciare la grave situazione economica dell’istituto che a loro dire metterebbe a rischio i posti di lavoro dei dipendenti. Le buste con le offerte, secondo il bando pubblicato dal Comune, verranno aperte il 12 marzo prossimo in via Campo di Marte.

I pezzi pregiati Due, senza dubbio, i pezzi pregiati che le Opere hanno messo sul mercato: la sede di via Campo di Marte e il centro aziendale di Bastia Umbra. Da soli, i due lotti valgono oltre 2,6 milioni di euro. Due degli altre tre lotti riguardano altrettanti terreni a San Martino in Campo e Boneggio mentre l’ultimo attiene a un bacino idrico artificiale sempre a San Martino in Campo. L’ente diretto da Frascarelli quindi per far fronte al passivo si disfa anche della sede: le tredici stanze per complessivi 303 metri quadri al quarto piano di via Campo di Marte 9 oltre a due posti auto. Immobile gravato da un mutuo che le Opere sperano di estinguere proprio grazie alla vendita del lotto.

La struttura di Bastia Vendendo anche il centro aziendale di Bastia l’ente riuscirebbe a liberarsi di un’ipoteca che grava su una struttura enorme: magazzini, stalle, un fienile, un fabbricato di 220 metri quadri su due piani, un silos, uffici, essiccatoi, officine, residenze e, in più, un terreno da oltre 200 mila metri quadrati. Base d’asta due milioni di euro mentre per la sede ce ne vogliono almeno 620 mila. L’ente di Frascarelli procede così nella direzione dell’abbattimento del debito, operazione che dovrebbe continuare nella nuova sede che con tutta probabilità si troverà a Torgiano.

Daniele Bovi Nato nel 1981, ha iniziato il suo lavoro di giornalista al Giornale dell’Umbria e La Voce di Perugia per poi passare, nel 2008, alla redazione di Umbrialeft prima di fondare due anni più tardi Umbria24 dove si occupa principalmente di temi legati all’attualità, alla politica e all’economia. Nel 2016 ha pubblicato «Tutta colpa di Boccali?», libro intervista all’ex sindaco di Perugia.