di Ivano Porfiri
L’aeroporto di Perugia, dopo il nome, cambia faccia e orizzonti. Rimasta con la vecchia insegna “Aeroporto Perugia S.Egidio” la parte vecchia, chiusa ora al pubblico, è stata aperta la nuova aerostazione con l’insegna “Aeroporto Perugia S.Francesco d’Assisi”. Consegnata dall’unità tecnica di missione del Consiglio dei ministri alla Sase, in attesa dell’inaugurazione ufficiale, l’aerostazione firmata Gae Aulenti dà in effetti l’impressione che l’Umbria abbia finalmente un aeroporto internazionale degno dell’ambizione di portarlo ad essere fruito da 500 mila passeggeri l’anno.
La sfida «Fatto l’aeroporto ora bisogna riempirlo di voli e passeggeri». E’ una quasi citazione di Massimo D’Azeglio quella adoperata Piervittorio Farabbi, il giovane direttore della Sase tornato a Perugia dal Canada per occuparsi del destino dell’”Aeroporto internazionale dell’Umbria – Perugia San Francesco d’Assisi”, come tiene a ribadire che si chiama. Un parallelismo con la celeberrima frase del politico risorgimentale viene quanto mai bene per un’opera inserita tra le opere finanziate per il 150° dell’Unità nazionale.
I lavori La nuova aerostazione, che verrà inaugurata a giugno, con l’auspicata presenza del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, ha visto triplicate le dimensioni rispetto alla vecchia: da 1.500 a 4.500 mq, realizzato un nuovo ingresso e un nuovo piazzale di 21.000 mq con parcheggio da 400 posti e corsie preferenziali per taxi e bus, una caserma dei vigili del fuoco da 4.000 mq, una palazzina per gli uffici Sase da 1.000 mq. Architettonicamente, l’archistar Gae Aulenti ha pensato a forme e colori che richiamassero la storicità delle città umbre proiettandole nel futuro. Quindi padiglioni “a casette” rossi e verdi che ospitano spazi per check-in, gate d’imbarco, sale d’attesa e aree commerciali (saranno 20 quando anche il restauro della vecchia ala sarà completato). Tecnologicamente sono stati adottati sistemi nuovi, quasi tutti di fabbricazione italiana.
Passeggeri e rotte La sfida è la soglia dei 500 mila passeggeri l’anno entro il 2014. «Stiamo crescendo molto – ha affermato Farabbi – nel 2011 siamo già oltre i 175 mila passeggeri contro i 112 mila del 2010. Ma presto aggiungeremo rotte per progredire ulteriormente». Oltre ai confermati Londra, Bruxelles, Milano, Trapani e Cagliari, è in sperimentazione il volo per Parigi con Belleair (in realtà è un volo in transito da Tirana che fa scalo a Perugia). Ma per la stagione estiva, da aprile a ottobre, la Sase sta contrattando con Ryanair e le altre compagnie il ritorno a Barcellona, l’apertura di due destinazioni in Germania (Berlino e Monaco sono gli auspici), una con l’Olanda e in prospettiva con la Polonia, facendo leva sul turismo religioso. A tale proposito, si mira ad ampliare anche il traffico charter dall’Est Europa in entrata e verso le località balneari europee in uscita. Ma la vera svolta per gli umbri potrebbe essere il volo Perugia-Orio al Serio (Bergamo), hub di Ryanair da cui si può volare pressoché in tutta Europa.
Non è sovradimensionato «Siamo orgogliosi di quest’opera – ha detto Giancarlo Bravi, direttore dell’unità tecnica di missione della presidenza del Consiglio – Perugia diventerà un aeroporto importante per tutto il Centro Italia con una struttura bella ed efficiente, realizzata senza spendere un euro in più di quanto preventivato e che non è affatto sovradimensionata come ha polemizzato qualcuno». In realtà la Regione ha finanziato 500 mila euro per una variante destinata a pagare gli arredi affinché l’aerostazione potesse essere aperta.
Costi e contributo regionale Il costo totale dell’aerostazione è stato di 42 milioni di euro, di cui 12 dalla Regione (10 da fondi Fas e 2 dal bilancio proprio). «Oggi – ha detto l’assessore Silvano Rometti – si chiude una prima fase del potenziamento dell’aeroporto. Terminata la realizzazione del nuovo aeroporto si apre una fase cruciale per la nostra regione, rappresentata dall’incremento dei collegamenti per aumentare il numero dei passeggeri secondo un piano di sviluppo già predisposto dalla società e i soci. A tal fine l’amministrazione regionale dell’Umbria ha erogato per l’anno in corso 950 mila euro. L’attivazione del collegamento con Parigi segna un importante passo in questa direzione».
Risorse anticipate L’assessore Rometti ha poi evidenziato che «la Regione Umbria ha partecipato attivamente e concretamente allo sviluppo dell’aeroporto, intervenendo con ingenti risorse del bilancio regionale, anche in fasi cruciali dei lavori, sia per quelli inclusi negli Accordi di programma quadro (la pista), sia per quelli attuali riferiti alle celebrazioni per il 150° dell’Unità d’Italia (l’aerostazione). «Fasi queste – ha detto Rometti – nelle quali il venir meno, definitivo o temporaneo, di una parte delle risorse statali originariamente assegnate, aveva rischiato di fermare i lavori o compromettere la realizzazione di importanti opere».
Parigi brindisi e fuga E proprio in occasione dell’apertura della nuova aerostazione è stato effettuato il primo volo promozionale su Parigi operato dalla compagnia Belleair che sarà ripetuto il giorno 2 gennaio per diventare stabilmente operativo con l’entrata in vigore dell’orario “Summer”. Sul primo volo si sono imbarcati trenta passeggeri ospiti della Sase e della compagnia Belleair che all’arrivo al Terminal 3 di Charles De Gaulle sono stati accolti con un brindisi augurale per le fortune e del volo e del nuovo aeroporto di Perugia “San Francesco d’Assisi”. Subito dopo si sono rimbarcati per tornare a Perugia, dove sono atterrati in concomitanza del volo proveniente da Londra testando così le capacità operative del nuovo piazzale aeromobili e della nuova aerostazione. Erano presenti tra i passeggeri l’assessore Giuseppe Lomurno del Comune di Perugia, il consigliere regionale del Pdl, Maria Rosi, e alcuni importanti tour operator umbri che si sono dimostrati particolarmente interessati alla commercializzazione di questa nuova tratta.



Molto bene… ma Dublino niente? 🙂