L'uscita di un parcheggio Sipa

di Daniele Bovi
Twitter @DanieleBovi

Sono numeri da profondo rosso quelli di Sipa, la società che gestisce sette parcheggi e le aree a strisce blu a Perugia e che è attiva anche Bologna, Genova, Milano e Foligno. Nel triennio 2010-2012 sono stati registrati circa 520 mila ingressi in meno, soprattutto con riferimento all’area del centro storico, con ricavi conseguentemente in netto calo nel corso degli anni. A snocciolare i dati è stato venerdì mattina a Perugia l’amministratore delegato di Sipa Ercolani, ascoltato dalla commissione Bilancio di palazzo dei Priori. Il numero uno ha spiegato che quello che si sta vivendo è un periodo di grave recessione, il quale fa sentire ovviamente i suoi effetti anche su Sipa che presenta ricavi in costante decrescita a partire dal 1993, con una netta accelerazione negli ultimi tre anni.

I numeri Nel 2010 nelle casse della società sono entrati 5,4 milioni di euro, nel 2011 5 milioni 334 mila e nell’anno seguente 5 milioni, con previsione per il 2013 di un’altra forte flessione: i ricavi infatti dovrebbero fermarsi a 4 milioni 775 mila euro. Una stima che arriva dall’analisi dei primi otto mesi dell’anno, chiusi a -250 mila euro. I numeri sono stati forniti nel corso di un’audizione che aveva al centro l’ordine del giorno del socialista Segazzi, con il quale si chiede all’azienda una revisione al ribasso delle tariffe e lo stop, in tutto o in parte, al meccanismo per cui l’utente si ritrova a pagare a prezzo pieno la seconda ora, o le successive, anche se scattate da pochi minuti.

Revisione delle tariffe Dall’amministratore delegato di Sipa non è arrivata una chiusura netta. La possibilità di aprire un tavolo di confronto con il Comune di Perugia (che due anni fa ha venduto a Umbria mobilità l’ultimo 20% di Sipa in suo possesso) c’è, ma Ercolani ha spiegato in modo chiaro che ciò implicherebbe una verifica formale del piano economico-finanziario, con obblighi di compensazione del minor introito stimato. «Oggi – ha detto – i rapporti tra Sipa e Comune sono regolati da un contratto di concessione, ma è chiaro che l’azienda è sempre disponibile a valutare ulteriori ipotesi di modifica, comprese le tariffe, purché correlate a contemporanee soluzioni compensative per mantenere in equilibrio il bilancio». «Soluzioni compensative» che potrebbero ad esempio consistere in nuove concessioni o nuove aree da gestire.

Cifre congrue «Credo, comunque – ha detto l’ad -, che le tariffe applicate a Perugia siano assolutamente competitive e congrue, essendo pari od inferiori a quelle presenti in molte altre città italiane». Ad oggi Sipa è proprietaria solo del parcheggio di viale Pellini, mentre tutti gli altri (piazza Partigiani, Mercato coperto, Briglie di Braccio-Ripa di Meana, Sant’Antonio, piazzale Europa e quello di Pian di Massiano nei pressi della stazione del Minimetrò) appartengono a palazzo dei Priori. Il Comune incassa ogni anno dall’azienda circa 400 mila euro, una cifra che comprende il canone (in parte fisso e in parte variabile a seconda dei ricavi) e della Tosap. Oltre a ciò Ercolani ha ricordato l’investimento da otto milioni di euro per la realizzazione in project financing del parcheggio di Pian di Massiano, interamente sostenuto da Sipa. Dopo l’audizione, il tema dei parcheggi verrà ripreso nel corso di una prossima seduta della Commissione per le determinazioni finali.

Questo contenuto è libero e gratuito per tutti ma è stato realizzato anche grazie al contributo di chi ci ha sostenuti perché crede in una informazione accurata al servizio della nostra comunità. Se puoi fai la tua parte. Sostienici

Accettiamo pagamenti tramite carta di credito o Bonifico SEPA. Per donare inserisci l’importo, clicca il bottone Dona, scegli una modalità di pagamento e completa la procedura fornendo i dati richiesti.