di Antioco Fois
Progetto del Comune di Perugia per istituire due siti di interesse comunitario (Sic) per la tutela della biodiversità. In programma fondi per la gestione del territorio. Saranno come due piccoli parchi naturali, ma con meno vincoli ambientali e la possibilità di attrarre finanziamenti pubblici. La candidatura è già stata emessa dal Comune di Perugia, attraverso uno studio di fattibilità approvato dalla Giunta sulla trasformazione dell’area del monte Tezio e selle fasce di vegetazione che costeggiano il Tevere in siti di interesse comunitario. Sic per utilizzare l’acronimo usato dai tecnici di Palazzo dei Priori che hanno firmato lo studio ambientale dei due territori, nel quale si dà il via libera per l’operazione. Per gli esperti municipali infatti sia il Tezio che la «fascia ripariale lungo il Tevere» hanno quelle caratteristiche di biodiversità che possono essere tutelate con l’istituzione delle aree soggette a direttive dell’Ue.
Il dossier Le cinquanta pagine dello studio di fattibilità costituiscono un esame dei due territori e della normativa sulle aree protette. «La nuova Politica agricola comunitaria (Pac) – si legge nell’atto di giunta che approva il documento tecnico – proposta per il periodo 2014-2020, ponendo tra gli obiettivi principali la tutela della biodiversità la sostenibilità ambientale, oltre a riservare il 30% dei pagamenti diretti ad aziende che attuano pratiche agricole in grado di consentire un uso ottimale delle risorse naturali, prevede un maggior sostegno agli agricoltori che operano in aree soggette a vincoli naturali come quelle della rete “Natura 2000” mediante l’erogazione di aiuti aggiuntivi».
Occasione di sviluppo «Appare evidente – si legge ancora nella delibera – che le aree Sic, oltre a non presentare vincoli protezionistici di particolare rilievo come nei confronti della caccia o di altre attività, costituiscono opportunità di sviluppo per l’intero territorio di riferimento grazie anche alla possibilità di attrarre finanziamenti specifici, destinati sia ai proprietari privati che agli Enti pubblici ed in grado di potenziare le valenze ambientali ed economiche». L’istituzione di un’area protetta, prevede infatti, per la tutela della biodiversità ambientale non solo «misure conservazionistiche» ma, soprattutto «politiche economiche e di settore in grado di creare nell’ambito degli stessi ecosistemi opportunità di nuova occupazione e di sviluppo sociale».
Giudizio favorevole I due siti di interesse comunitario andrebbero ad aggiungersi agli altri 8 presenti nel territorio di Perugia, compresi i quelli dei “Boschi a Farnetto di Collestrada” e “Ansa degli Ornai” che ricadono interamente nei confini comunali. Come accennato, il giudizio dei tecnici comunali è favorevole. I due siti, si legge nella relazione, «oltre a rispondere ai requisiti di naturalità previsti dalla normativa vigente” hanno “una destinazione urbanistica compatibile», oltre a presentare «caratteristiche idonee sia dal punto di vista urbanistico che per l’elevato valore paesaggistico-ambientale». Per definire con precisione il perimetro delle aree da tutelare, le norme di gestione, con tanto di regole e divieti, sarà necessario un ulteriore studio ambientalistico.
