Come sarà la sala interna del nuovo Mercato

di Daniele Bovi

Per capire come sarà il nuovo Mercato coperto di Perugia occorre andare a Firenze. E’ qui infatti che c’è il modello, quello del Mercato centrale di San Lorenzo, al quale il Comune di Perugia si è ispirato per il progetto che dovrà trasformarsi in realtà entro il 2018. Un mix di ristorazione e mercato, vendita di prodotti tipici, spazi per corsi di cucina, eventi e non solo. Il primo mattone, dopo l’approvazione in giunta nelle scorse settimane, è stato posto venerdì quando la commissione Urbanistica di palazzo dei Priori ha approvato la variante al Piano regolatore per la riqualificazione della struttura: 8 i voti favorevoli, ovvero quelli della maggioranza (Cenci, Castori, Fronduti, Perari, Numerini, Felicioni, Mignini, Pastorelli), mentre la minoranza pd (Miccioni, Mirabassi, Bistocchi, Mencaroni) ha deciso di prendersi qualche giorno di riflessione e non ha votato; il pentastellato Pietrelli invece si è astenuto.

Il progetto Illustrando il progetto l’assessore allo Sviluppo economico Michele Fioroni ha messo sul tavolo qualche cifra: per l’investitore privato che si aggiudicherà la gara viene stimato un investimento iniziale di 4,5 milioni di euro (dei quali un terzo per l’impiantistica), mentre l’affitto da versare nelle casse di palazzo dei Priori potrebbe oscillare tra i 160 mila e i 200 mila euro, ovvero il 10% di un fatturato preventivato in circa 10 milioni di euro all’anno. Per agevolare la partenza, l’amministrazione applicherà almeno per i primi due anni un notevole ‘sconto’: «Il primo anno – ha detto Fioroni – il canone sarà molto basso, mentre per il secondo potrebbe ammontare al 50%». Su chi potrà essere il gestore del cuore della struttura (sulla terrazza verranno invece sistemati fino a un massimo di undici banchi dedicati all’alimentare, che nel periodo transitorio saranno dirottati in piazza del Circo), Fioroni ovviamente non si sbilancia: «Ci sarà una gara».

TUTTI I DETTAGLI DEL PROGETTO

Un sogno Però «un sogno ce l’ho: noi – ha spiegato – in giro per l’Italia faremo i promotori del progetto cercando potenziali investitori, ma il mio sogno è che questa regione faccia sistema; che le aziende, non solo quelle della grande distribuzione ma anche i produttori, uniscano le forze magari attraverso un’Ati (un’associazione temporanea di imprese, ndr); a San Lorenzo per esempio c’è il Consorzio del Chianti. Serve fare massa critica». Il bando di gara dovrà prevedere un mix equilibrato «tra vendita al dettaglio, mercato, apprendimento, eventi, ristorazione e altro. Serve trovare il giusto mix e il nostro capitolato, anche in riferimento alle percentuali di prodotti tipici, sarà molto rigoroso». Un’alternativa a questo modello era quello di una «Città del cioccolato ma noi – ha sottolineato l’assessore – abbiamo fatto una diversa scelta di campo, pensando a questo come al ‘terzo luogo’ della città, un luogo di socialità dove incontrarsi».

FOTOGALLERY: IL PROGETTO

Mercato Un posto dove fare anche la spesa: secondo le analisi fatte da palazzo dei Priori nell’area del centro, a differenza di quella raggiungibile in 20 minuti dall’acropoli qui l’offerta non è saturata e, inoltre, i redditi sono più alti del 35% rispetto alla media. Insomma, volendo usare un gioco di parole, mercato per il Mercato ce n’è. «La domanda – ha continuato Fioroni – non è solo economica ma anche sociale: il centro ha bisogno di una scossa e oggi inizia il conto alla rovescia. Entro il 2018 lo riconsegneremo alla città». I tempi sono strettissimi e il «cronoprogramma è serrato». La Regione, come spiegato dall’assessore all’Urbanistica Emanuele Prisco, entro dicembre 2017 vuole che il Mercato sia collaudato e che i soldi erogati siano rendicontati. Queste risorse serviranno per rimettere a nuovo il Mercato e consegnarlo ‘al grezzo’ a chi vincerà la gara, con l’appalto che nei piani dell’amministrazione dovrà essere aggiudicato entro questa estate.

IN CENTRO STORICO OFFERTA ALIMENTARE SOTTOPOTENZIATA

Logistica La struttura sorge nel pieno centro cittadino e in un’area dove i cantieri non mancano: qui verrà realizzata la nuova biblioteca degli Arconi, senza dimenticare la demolizione della cupola degli ascensori che partono dalla galleria Kennedy e che verranno spostati e rifatti. Quindi «qualche criticità logistica c’è» confessa Fioroni, tanto che la giunta sta valutando la possibilità di usare il minimetrò, prima dell’orario di apertura, per trasportare i materiali necessari ai cantieri, magari con l’aiuto di veicoli elettrici: «Al momento – ha detto l’assessore che ha promesso un appuntamento pubblico per presentare il progetto alla città – siamo in una fase di studio».

Twitter @DanieleBovi