Una mensa scolastica (foto archivio Fabrizi)

di Antioco Fois

Fare la spesa per le mense scolastiche non sarà più compito dei genitori. Il Comune mette fine a quella che per anni è stata una peculiarità del sistema scolastico cittadino, con l’annuncio dell’assessore delegato, Dramane Waguè, dell’introduzione di un nuovo metodo che «porterà a ingenti risparmi». Il compito passerà dai comitati mensa al Comune, che potrà avvalersi di professionisti della gestione dei servizi di ristorazione per la scelta dei fornitori.

Un passo indietro Facciamo un passo indietro. Finora ad occuparsi della scelta dei fornitori e dell’acquisto delle derrate alimentari per le mense scolastiche, per i bambini che vanno dal nido alla scuola d’infanzia, fino alla scuola elementare a tempo pieno, sono stati i genitori dei piccoli alunni, che riuniti in comitati sceglievano i fornitori ai quali attingere la materia prima da consegnare alle cucine e garantivano sulla salubrità e l’igiene degli alimenti. Tutto all’insegna della qualità, sia chiaro, con precisi protocolli per la scelta degli alimenti, che devono essere controllati e tracciabili. Un sistema che la commissione sulla spending review di Palazzo dei Priori non ha esitato a chiamare anomalia. Certamente pensata come una buona pratica, per dare la possibilità ai genitori di scegliere il meglio da far arrivare sulla tavola dei loro piccoli, ma sempre di anomalia si tratta, dal momento che si parla di 1,2-1,3 milioni di euro di soldi pubblici che ogni anno vengono spesi senza gara di appalto, prendendo in considerazione solamente il principio della qualità e non quello dell’economicità dell’impiego delle risorse comunali.

ASILI NIDO, OGNI BIMBO COSTA AL COMUNE 10.600 EURO

Ancora un anno Il compito dei genitori di provvedere alla dispensa delle mense scolastiche durerà ancora per l’anno scolastico in corso, con la convenzione appena preparata dal comune e allegata a una determina dirigenziale emessa nei giorni scorsi dagli uffici municipali. Dal prossimo anno, invece, si cambia e l’assessore Waguè annuncia un incontro coi genitori per definire il nuovo metodo. «A Perugia – commenta il delegato della Giunta Romizi – abbiamo una situazione che non si riscontra in nessun altro comune d’Italia. Ma in futuro le associazioni dei genitori si occuperanno del controllo qualità e non più dell’approvvigionamento delle derrate alimentari». Insomma i genitori non avranno più il portafoglio, ma a loro resteranno le chiavi delle cucine, la possibilità di controllare la qualità del cibo da acquistare e vigilare sulla preparazione delle pietanze. Da vedere se i comitati mensa accetteranno di fare un passo indietro o, vista la delicatezza del tema, l’argomento si trasformerà in un terreno di scontro tra genitori e Comune.

Molti soldi Sul versante economico Wague già annuncia risparmi. Si parla genericamente di «molti soldi», ma senza sbilanciarsi in cifre. «C’è da dire – commenta l’assessore – che un soggetto del settore che acquista grandi quantitativi di derrate alimentare può assicurare prezzi migliori, a parità di qualità». I risparmi, infatti, «saranno impegnati per fornire un servizio più economico per le casse comunali e per gli utenti, magari destinato a un numero maggiore di utenti».