di Daniele Bovi
La particella di terreno sulla quale c’è l’intenzione di costruire la maxi antenna telefonica di Monte Bagnolo, a Perugia, non è tecnicamente classificabile come bosco. È questo uno dei passaggi più interessanti della sentenza con la quale, nei giorni scorsi, il Tar dell’Umbria ha respinto il ricorso di una ventina di residenti della zona. Secondo quanto emerso nei mesi passati, l’impianto dovrebbe essere alto una trentina di metri e contro di esso i residenti si sono mobilitati dando vita al comitato «Stop 5G Monte Bagnolo» e anche con una petizione su Change.org. A realizzare l’infrastruttura è Inwit mentre l’operatore telefonico interessato è Tim.
Il ricorso Nel ricorso i residenti, difesi dagli avvocati Elio Errichiello e Marta Strazzullo, sostengono che l’intervento ricade in area boscata, soggetta a vincolo paesaggistico, e che quindi la Conferenza di servizi avrebbe dovuto prevedere la partecipazione dell’Amministrazione statale preposta alla tutela del vincolo paesaggistico e l’ottenimento dell’autorizzazione paesaggistica. Contestata poi anche la violazione del Piano regolatore, che vieta la realizzazione di antenne nella fascia di rispetto della viabilità panoramica e dei crinali. Nel mirino anche la validità della Conferenza di servizi in quanto mancherebbe la dimostrazione della disponibilità del sedime da parte del proponente (questione che in un primo momento nei mesi passati aveva portato a uno stop da parte del Comune) e il parere Enac negativo. Da ultimo i ricorrenti hanno lamentato la violazione dell’articolo 32 della Costituzione (quello che tutela il diritto alla salute), del principio di precauzione e un difetto di istruttoria, in quanto non si sarebbe tenuto conto della presenza di minori nella zona e della possibilità di localizzare diversamente l’impianto.
La sentenza Motivazioni che non hanno convinto i giudici. Stando agli accertamenti disposti dal Tar e affidati a un professore di Economia agraria, il luogo di installazione dell’antenna non ricade in un’area qualificabile come bosco ai sensi della legge, non essendovi la presenza di alberi e arbusti in quantità e densità sufficiente. Il Tar poi ha accertato che l’area di installazione non ricade all’interno della fascia di rispetto dei crinali tutelata dal Piano regolatore. La sentenza ha inoltre giudicato legittimo concludere la conferenza con esito condizionato all’ottenimento del parere Enac. Il Tar infine ha ribadito che la normativa nazionale sui limiti di esposizione ai campi elettromagnetici, ispirata al principio di precauzione, tutela adeguatamente la salute della popolazione.
L’incontro Intanto il Comune ha deciso di organizzare un incontro divulgativo sul sistema di comunicazione 5G, sulle attività di Arpa e del Comune in questo ambito. L’appuntamento si terrà il 14 gennaio alle 18 alla Sala dei Notari e a partecipare saranno la sindaca Vittoria Ferdinandi, l’assessore all’ambiente David Grohmann, il dirigente del Comune Gabriele De Micheli, Francesco Longhi (direttore del dipartimento territoriale Umbria Sud di Arpa) e Stefano Ortica, del Servizio agenti fisici regionali di Arpa. L’incontro «è pensato per rispondere alle numerose domande – scrive il Comune – arrivate all’ente dai tanti comitati nati in opposizione ai progetti di installazione e da singoli cittadini e cittadine». «Parleremo – aggiunge Grohmann – di quali sono le condizioni del campo elettromagnetico nel nostro territorio, quali funzioni di controllo svolge Arpa e quali il Comune di Perugia, quali sono gli strumenti utilizzati per le misurazioni, quali sono i nostri rapporti con gli operatori del settore e quali i possibili sviluppi futuri. Questo è il primo di una serie di appuntamenti che ho intenzione di organizzare per affrontare le questioni che toccano più da vicino le nostre cittadine e i nostri cittadini».
