Quattro milioni 250 mila prove di laboratorio, 165 ricerche scientifiche, 515 pubblicazioni scientifiche, collaborazione con 25 Paesi nel mondo, investimenti in attrezzature tecnologiche per circa tre milioni di euro. Sono questi alcun dei numeri che riguardano gli ultimi cinque anni di attività dell’Istituto zooprofilattico sperimentale dell’Umbria e delle Marche i cui vertici, lunedì, hanno accompagnato la presidente della Regione Catiuscia Marini in una visita ai laboratori e alla sede. In tutti ci lavorano 235 dipendenti, aiutati da 45 borsisti, che si occupano del controllo su tutta la filiera la filiera agroalimentare ed animale, compresa la sorveglianza delle malattie animali, la ricerca di antibiotici all’interno delle carni e di pesticidi nelle produzioni vegetali. Un lavoro svolto per tutto il sistema pubblico regionale e locale nonché per molti privati e per il Nucleo antisofisticazioni dei carabinieri.
I controlli Il presidente del consiglio di amministrazione, Paolo Lilli, ed il direttore generale Silvano Severini, il cui mandato è in scadenza, hanno ricordato che «maggiori sono i controlli che si effettuano in questi settori, maggiore sarà la garanzia di qualità dei nostri alimenti. L’attività del nostro istituto però ha cercato di valorizzare in questo quinquennio anche la ricerca ad uso applicativo, ed i risultati ottenuto sono stati e sono di grande significato ed hanno accresciuto prestigio ed autorevolezza dello Zooprofilattico sperimentale di Umbria e Marche». Il direttore generale Severini ha invece illustrato nel dettaglio tutta l’attività svolta dall’Istituto, soffermandosi innanzitutto sulla gestione economica che ha consentito in questi anni investimenti per oltre 12 milioni di euro, provenienti per la maggior parte da risorse proprie del bilancio dell’ente e dall’attività di ricerca.
Gestione oculata Una gestione «particolarmente rigorosa ed oculata», ha aggiunto Lilli, che ha permesso allo Zooprofilattico di essere il secondo Istituto in Italia, nella graduatoria complessiva dei dieci analoghi che operano nel Paese». Nel corso di questi cinque anni poi sono stati realizzati ammodernamenti e riqualificazioni delle sedi. «Ho avuto modo di verificare, ed apprezzare – ha detto nel suo intervento la presidente Marini -, quanto i risultati che avete raggiunto siano coerenti con l’importante missione dell’Istituto. E ciò non soltanto per quel che riguarda i risultati strettamente gestionali, ma soprattutto quelli relativi alla funzione di controllo e sorveglianza della qualità alimentare e della salute degli animali». La presidente ha poi sottolineato la volontà della Regione di sostenere e rafforzare lo Zooprofilattico e ha auspicato una sempre maggiore collaborazione con l’Università.
Made in Italy e salute «Grazie al lavoro che svolgete in questo istituto – ha concluso -, come quello che si effettua in tutta la rete degli Istituti Zooprofilattici, l’Italia può vantare una importante specificità in questo sistema di controllo. Questo rappresenta un valore in sé, per la salute di tutte le persone. Ma è anche un elemento che aiuta il nostro sistema economico e tutte le produzioni del ‘Made in Italy’ ad accrescere la capacità competitiva sui mercati mondiali».


