La riunione della commissione

di Daniele Bovi

Le prime lettere di sfratto, indirizzate ad alcuni inquilini delle case popolari sono già partite e sono state depositate sulle scrivanie del Comune di Perugia, tanto che palazzo dei Priori dedicherà al tema una conferenza stampa apposita in un giorno della prossima settimana. La notizia è emersa martedì durante la commissione sulla revisione della spesa guidata da Francesco Calabrese. «La morosità – ha detto l’assessore al Welfare Edi Cicchi – è abbastanza elevata e la prossima settimana sul punto terremo una conferenza stampa». Ciccchi in commissione ha parlato del caso di Villa Pitignano, dove nei mesi scorsi è avvenuta l’ultima consegna agli assegnatari. L’intenzione dell’amministrazione sembra essere quella di partire da qui per fare un’analisi approfondita della situazione e studiare il da farsi.

L’audizione Cifre precise sulla morosità durante l’audizione di Fabio Ricci, dirigente del settore Manutenzioni, non sono state fornite ma nel dossier un accenno al problema c’è. In teoria infatti dagli affitti a canone sociale dovrebbero arrivare 755 mila euro all’anno che però, in pratica, sono molti di meno. Più nel complesso è stata tutta la convenzione tra Comune e Ater, rinnovata a maggio e dal costo di 767 mila euro per quanto riguarda il 2014, ad essere finita nel mirino della commissione, con Calabrese che parla di «problema da affrontare e risolvere». In totale gli alloggi oggetto della convenzione, nominalmente di proprietà del Comune, sono 610. Per ogni vano palazzo dei Priori riconosce un costo di gestione amministrativa di 15,10 euro che, a conti fatti, comporta un esborso di 396 mila euro annui.

PER LE STRADE SERVONO 5,2 MILIONI

I conti Alla gestione amministrativa va poi aggiunta la manutenzione ordinaria e straordinaria che fa lievitare la cifra. «Secondo il mio punto di vista – ha detto Calabrese – e ascoltando esperti del settore, 15 euro è una cifra importante, un importo fuori misura. Stando alla normativa dovremmo coprire le spese con i canoni versati ma c’è il problema della morosità. Una riflessione a questo punto credo che vada fatta. Non dico ovviamente di alzare i canoni ma quantomeno di dividere i costi, altrimenti potremmo dire all’Ater di diventare lei la proprietaria degli alloggi. Fateci mettere bocca sulla convenzione». Risultati non troppo brillanti poi sono arrivati dalla vendita di alcune case, in tutto 22 dal 2012 al 2014 ma solo due da gennaio ad oggi con 1,7 milioni di euro di incasso.

Il cantiere comunale «Il motivo – ha spiegato Ricci – sta nel fatto che le banche non concedono i finanziamenti e il tutto è da inserire in un contesto di crisi generale. Inoltre l’accordo fatto dalla Regione per mutui a tassi agevolati non ha dato risposte significative». A Ricci risponde una struttura, quella del cantiere comunale, fatta di 104 persone (71 gli operai) che si occupano della manutenzione delle strade, delle scuole, degli uffici, degli edifici dei servizi sociali, delle fontane, dei mezzi comunali, dei cva, del mercato coperto e anche del Centro macellazione carni di Ponte San Giovanni che avrebbe bisogno di un restyling («sono un po’ preoccupato – ha detto il dirigente – perché tutte le attrezzature sono a fine vita»). A loro spetta anche il pronto intervento e i lavori in caso di emergenza meteo, compreso quello che riguarda lo sgombero della neve.

Gli interventi A breve verrà redatto, così come vuole la legge, il nuovo piano neve che non prevederà una quota fissa annuale (95 mila euro) da versare a Gesenu anche se non nevica ma, al contrario, un sistema di servizi a chiamata da attivare solo in caso di necessità. Oltre 3.500 gli interventi effettuati ogni anno e 3,6 i milioni di euro messi a bilancio per il 2014 per far funzionare tutta la macchina, comprese alcune decine di migliaia di euro per pagare le bollette di Umbria Acque relative alle tante fontanelle sul territorio. Un cantiere «che lavora con grande passione» e che rappresenta una scelta politica non condivisa da altri comuni come quello di Terni ad esempio, che per ogni lavoro deve fare ricorso all’esterno. «Se dovessimo fare una scelta oggi – ha commentato Calabrese – la migliore è quella fatta da Perugia».

Twitter @DanieleBovi