di D.B.
Grazie al vento di giovedì e venerdì, per il momento niente targhe alterne o stop al traffico. È stata infatti la tramontana di queste ore a far tornare i valori delle polveri sottili nell’aria, in particolare quelle del PM10, abbondantemente sotto i limiti di legge. E così il Comune di Perugia, in una nota, spiega che almeno per il momento non verranno presi provvedimenti, anche se il monitoraggio insieme all’Arpa proseguirà costantemente «al fine di tenere sotto controllo l’evolversi della situazione e valutare tempestivamente le misure da adottare. Lunedì prossimo – spiega palazzo dei Priori -, anche a seguito dell’incontro sull’argomento che si terrà in Regione, si verificherà se e quali misure adottare per la qualità dell’aria in città».
I numeri Stando ai dati dell’Arpa giovedì la stazione di via Cortonese ha registrato in media nelle 24 ore 29 microgrammi per metro cubo di PM10, 35 la stazione di Ponte San Giovanni e 22 quella di Fontivegge, valori ben al di sotto del limite, fissato dalla legge a 50 microgrammi, superato costantemente negli ultimi giorni a Perugia come nelle altre città dell’Umbria, dove anche in questo caso la situazione è migliorata. Il valore più alto è quello di Città di Castello, con 40 microgrammi, mentre a Gubbio (piazza 40 Martiri) il livello è pari a 22 microgrammi, 23 a Magione, lo stesso a Foligno Porta Romana, 34 a Spoleto Porta Vittoria, fra 31 e 34 per quanto riguarda le tre stazioni di Terni, 18 ad Amelia, 22 a Narni Scalo e 19 a Orvieto.
Perugia e Terni Nonostante i valori siano rientrati entro i limiti, l’amministrazione comunale di Perugia rinnova l’invito ai cittadini a limitare, per quanto possibile, l’uso dell’auto o l’accensione di fuochi, stufe e camini e del riscaldamento domestico. Da Terni invece si fa sentire Rifondazione comunista che dopo aver ricordato che i valori sono stati superati in città per 12 giorni consecutivi, lamenta la mancata emissione di «provvedimenti strutturali necessari di medio e lungo periodo, per aggredire le varie cause del fenomeno». «Non si attua neanche – aggiungono – quanto previsto nel protocollo d’intesa con la Regione che, al terzo giorno consecutivo di superamento dei limiti, impone provvedimenti straordinari di blocco del traffico cittadino». «A Terni – conclude il Prc -, la città più inquinata dell’Umbria e la settima d’ Italia, nessun provvedimento fino ad anno nuovo: non si può disturbare il Natale dei ternani».
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