di Daniele Bovi
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La Provincia di Perugia aumenterà sì i biglietti per le corse extraurbane, che ricadono nella sua competenza, ma non del 30% come richiesto da Umbria mobilità con la ormai nota lettera spedita a una trentina tra enti e comuni alla fine di luglio. A spiegarlo è stato l’assessore i Trasporti dell’ente di piazza Italia, Luciano Della Vecchia nel corso di una conferenza stampa che si è tenuta giovedì. UM nelle settimane scorso ha chiesto il ritocco all’insù per i biglietti per le corse semplici (e per la prima fascia delle extraurbane) del 30% in quei comuni dove le corse costano un euro. In più è stato richiesto l’incremento del 10% degli abbonamenti scolastici. Alla base, la necessità (imposta dalla Legge di stabilità 2013) di raggiungere gradualmente un rapporto tra costi e ricavi del 35%, mentre oggi l’Umbria è intorno al 20% con situazioni molto differenti da zona a zona.
L’idea L’idea, che verrà probabilmente portata in giunta provinciale lunedì, è quella di aumentare il biglietto delle corse extraurbane prendendo come punto di riferimento l’inflazione di settore, che oscilla tra il 5,7% e il 16%. Probabile che si chiuda intorno al 10%. I tecnici solo al lavoro e di questo si è parlato nel pomeriggio nel corso di un incontro tra Della Vecchia e l’amministratore delegato di UM Franco Viola. La disponibilità a ragionare c’è. Per il resto trapela un certo fastidio verso il nuovo management, diretta espressione dei soci pubblici e rinnovato nel novembre scorso: «Non tocca all’azienda dire di aumentare le tariffe a Comuni e Province – dice Della Vecchia, che è anche segretario regionale del Prc –. La ‘burocrazia’ di Umbria mobilità deve pensare a far camminare gli autobus, i treni regionali, recuperare i milioni di crediti romani e imporre una stretta contro l’evasione».
LE DECISIONI DEGLI ALTRI COMUNI INTERESSATI DAGLI AUMENTI
Nessuna crepa Della Vecchia giura che non c’è una crepa con i vertici da nove mesi in sella: «Sotto certi aspetti – osserva – stanno facendo un buon lavoro, ma le tariffe sono un fatto politico e loro non c’entrano nulla. Hanno il diritto-dovere di chiedere l’adeguamento in base all’inflazione ma nulla di più». L’obiettivo che l’assessore indica è quello di un aumento dei passeggeri trasportati dall’azienda. Già, ma come? «Innanzitutto – dice – serve una lotta forte all’evasione fiscale, anche ampliando il sistema dei tornelli sugli autobus». Poi, c’è il grande capitolo del biglietto unico regionale e di un ridisegno dei servizi attraverso il nuovo Piano dei trasporti che dovrà vedere la luce entro l’autunno: «Serve intermodalità ed eliminazione dei doppioni. Insomma, occorrono politiche strategiche per i trasporti».
