di D.B.
I lavori, a lato della galleria Kennedy, sono fermi perché la documentazione presentata dalla ditta che dovrebbe portarli avanti, la Cofam srl, è incompleta, e non per ritardi degli uffici della Provincia di Perugia. A spiegarlo, in una nota, sono proprio i tecnici di piazza Italia dopo le polemiche di questi giorni legati ai ritardi accumulati dal cantiere che, in teoria, avrebbe dovuto consegnare i nuovi ascensori entro dicembre. Gli operai infatti sono arrivati ad agosto, e secondo le stime sarebbero dovuti rimanere otto mesi, ma poi per lunghe settimane le cose si sono complicate, tanto che si è ancora nella fase di accantieramento; insomma, il grosso dei lavori deve essere ancora fatto.
Lavori fermi Tutto è legato alla presentazione di una variante, da parte dell’azienda, relativa all’uso dei pali da utilizzare per i nuovi impianti: con la variante si vorrebbero usare non più quelli da 80 centimetri ma dei micropali. Al di là della soluzione tecnica però il problema sono i documenti: il 19 marzo scorso, ricorda la Provincia, la ditta ha presentato la richiesta di autorizzazione per la realizzazione dell’ascensore e «per tale progetto i tecnici della Provincia hanno chiesto una documentazione integrativa mai pervenuta. Nel frattempo, nel corso dell’istruttoria contestuale con il Comune di Perugia, è stato comunicato alla Provincia che sarebbe stata presentata una variante al progetto su iniziativa dell’impresa. Tale nuovo progetto, con richiesta di autorizzazione ai lavori, è stato presentato lo scorso 2 settembre. Esaminata la pratica, il 23 settembre gli uffici della Provincia hanno fatto richiesta alla ditta della necessaria documentazione integrativa presentata lo scorso 13 ottobre purtroppo ancora incompleta».
Una richiesta di documentazione che, ricordano i tecnici, «è doverosa ai fini della corretta esecuzione di opere pubbliche che devono essere effettuate nel totale rispetto degli standard previsti». Quindi, in sintesi, i ritardi sono da attribuire «a chi non ci ha finora consentito, tramite la presentazione della documentazione tecnica necessaria ed idonea, di poter rilasciare l’autorizzazione richiesta». Sul caso interviene anche la consigliere provinciale Erika Borghesi, Pd, che oltre sottolineare anche lei che la documentazione è incompleta invita a presentarla quanto prima. I tempi in questa vicenda sono fondamentali: a febbraio il vecchio ascensore dovrà essere smantellato e il rischio è che palazzo dei Priori perda i finanziamenti statali (600 mila euro) legati alla realizzazione dell’opera. Ecco perché il Comune, dato che sarà molto difficile chiudere i lavori in 4 mesi, sta già pensando a chiedere una proroga per allungare la vita del vecchi impianto.
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