Uno dei fasci littori all'interno del Mercato

di D.B.

Sarà il dirigente dell’area Opere pubbliche del Comune a dover individuare la «soluzione tecnica ritenuta migliore in modo da togliere alla vista entrambi i dipinti con fasci littori». È quanto deciso dalla giunta comunale nel corso dell’ultima seduta a proposito dei due fasci littori, di cui si discute da mesi, riportati alla luce nella sala più importante del Mercato coperto durante i lavori di restauro della struttura. La decisione della giunta è stata presa sulla scorta di quanto indicato giorni fa dal gruppo di lavoro, formato da cinque consiglieri comunali, che ha suggerito all’Amministrazione di «togliere dalla vista entrambi i dipinti con fasci littori e grifi, secondo le modalità che si riterranno percorribili, evitando ovviamente il danneggiamento, rendendo possibile l’ispezione per motivi di studio e manutenzione, garantendo la reversibilità dell’intervento».

TUTTO SULLA VICENDA DEI FASCI LITTORI

Vanno coperti Diverse le ipotesi circolate: per fare un esempio, i fasci potrebbero essere coperti con dei pannelli fonoassorbenti, utili vista la possibilità di sfruttare la sala anche per dei concerti. Commentando l’approvazione della delibera da parte della giunta i gruppi di centrosinistra e il segretario pd Tommaso Bori esprimono «viva soddisfazione». «Ci diciamo soddisfatti – scrivono – perché l’antifascismo è il perno della nostra Costituzione e del nostro bagaglio culturale e valoriale, e va difeso e divulgato non solo con le parole ma anche con i fatti». Il centrosinistra ricorda di aver sempre definito «inaccettabile che fosse proprio quella l’immagine che Perugia arriva a offrire a cittadini, turisti e visitatori», giudicando allo stesso modo il fatto che fossero stati restaurati con fondi pubblici».

Allarme giusto «Quando si amministra una città, senza tirare una linea mai veramente netta con il fascismo, quando si organizzano, come ha fatto il Comune di Perugia in occasione delle celebrazioni del Giorno del ricordo del 2020, cerimonie ed eventi ufficiali con case editrici di proprietà di movimenti neofascisti, quando si derubrica il tema dei fasci del Mercato coperto, che l’Amministrazione ha pensato bene di svelare, mostrare e restaurare, il tutto con soldi pubblici, senza chiedersi perché, dopo la guerra, qualcuno aveva deciso, con sacrificio e orgoglio, di coprire quei fasci con la malta, l’allarme è giusto e doveroso».

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