Il convegno a Palazzo Donini

In 24 luoghi di Perugia e del suo territorio, piazze principali, biblioteche e aree verdi, all’aeroporto regionale, ora si può navigare liberamente e gratuitamente per due ore in internet e accedere ai servizi online della pubblica amministrazione in modalità wifi: è quanto consente  la rete pubblica di hotspot attivata con il progetto «Umbria Wifi», presentata nel corso di un convegno nel Salone d’Onore di Palazzo Donini.

Digital divide «Un progetto che assicura nuovi diritti di cittadinanza, fortemente voluto e finanziato dalla Regione Umbria – ha rilevato l’assessore regionale Stefano Vinti –. Stiamo lavorando e investendo per il superamento del divario digitale, e l’Umbria oggi ha una copertura pressoché totale grazie alle infrastrutture e alle reti che sono state realizzate, così come con la rete dei ‘free hotspot’ stiamo marciando nella direzione giusta per costruire le città del futuro, garantendo a tutti il diritto irrinunciabile all’accesso a internet».

LA MAPPA DEI 24 HOTSPOT DI PERUGIA

Presto in altre città umbre Il progetto «Umbria Wifi», ha ricordato Vinti, è stato finanziato dalla Regione Umbria con fondi comunitari del “Por-Fesr” 2007-2013 e attuato da CentralCom spa, società pubblica che si occupa di realizzazione e gestione di reti di comunicazione elettronica partecipata per il 51% dalla Regione Umbria e per la restante quota dai 5 maggiori Comuni umbri (Perugia, Orvieto, Città di Castello, Terni, Foligno). Il finanziamento iniziale di 150 mila euro, destinato alla realizzazione delle reti di Perugia e Terni, e successivamente è stato integrato con ulteriori 40 mila euro per l’estensione intanto agli altri Comuni soci di Centralcom:  Foligno, Orvieto e Città di Castello. «Ora è stata attivata la rete di Perugia – ha detto Vinti – che è stata realizzata dal raggruppamento temporaneo di imprese costituito da Tiscali e Umbra Control e che si è aggiudicato la gara per gli ‘hotspot’ con tecnologia wireless, proprio a partire da Perugia e Terni. Al più presto contiamo di poter espletare la gara per diffondere l’accesso gratuito a internet nelle altre città umbre».

Media 300 login al giorno La rete perugina sta intanto già riscuotendo un grande successo,  «soprattutto tra turisti e studenti – ha rilevato Vinti – Nei primi giorni, sono state effettuate circa 1.500 registrazioni, con una media di 300 ‘login’ al giorno. Una conferma della bontà e dell’importanza di questo progetto, che mira a eliminare l’analfabetismo digitale e che allo stesso tempo porta l’Umbria più vicina agli standard europei e la apre sempre più ai contatti con il mondo, contribuendo al suo sviluppo non solo tecnologico».

Boccali: reti fondamentali «In questa nostra epoca – ha detto il sindaco di Perugia, Wladimiro Boccali – le  infrastrutture immateriali, che permettono la realizzazione di questo progetto, sono fondamentali per la promozione della nostra regione e per vivere la città in maniera moderna, facilitando l’accesso a quello che ormai è il più importante strumento di comunicazione e informazione». «Siamo onorati di collaborare a questo progetto innovativo per le città dell’Umbria», ha detto a sua volta il presidente di Tiscali, Renato Soru.

Come funziona La localizzazione degli hotspot di Perugia «è stata condivisa con l’amministrazione comunale di Perugia e risponde all’esigenza – ha detto l’amministratore di Centralcom Brunello Castellani – di rafforzare l’attrattività del territorio, aumentando l’efficacia di comunicazione dei portali istituzionali, con possibilità di accesso ai servizi informativi connessi alla mobilità, al turismo e alla valorizzazione del patrimonio culturale e ambientale, erogati on-line e fruibili attraverso l’uso di smartphone, pc portatili, o altri dispositivi mobili. Dopo essersi registrati – ha spiegato Castellani – si potrà navigare gratuitamente per due ore al giorno attraverso il proprio personal computer o il proprio smartphone. Il sistema è predisposto per consentire di continuare la navigazione, oltre le prime due ore, con profili a pagamento senza limitazioni di tempo e volume». «L’architettura utilizzata per la realizzazione della rete di ‘hotspot’  – ha aggiunto Castellani – consente l’integrazione con sistemi di identità federata, compatibili con reti già attive in altre città e regioni quali Venezia, la provincia di Roma, la Sardegna e altre zone del territorio nazionale. È inoltre possibile l’integrazione di postazioni esistenti, già nella disponibilità delle Amministrazioni comunalic».

Software open source Le soluzioni di installazione adottate «hanno minimizzato l’impatto ambientale ed architettonico e, come valore aggiunto, sono stati realizzati una serie di strumenti on-line, quali la visualizzazione della mappa degli hotspot mediante software ‘open source’ e la creazione di mappe e applicazioni web interattive. Il modello operativo adottato – ha aggiunto inoltre – prevede la possibilità di adesione da parte di altri soggetti operanti in Umbria interessati ad attivare hotspot, che potranno disporre delle stesse condizioni previste nel progetto Umbria Wifi».

Al convegno ha preso parte, tra gli altri, la vicepresidente della Regione Umbria Carla Casciari.

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