Un bambino a scuola (foto Troccoli)

di Daniele Bovi

Al momento non c’è nulla di deciso, ma intanto alcune linee guida per sanare quello che viene definito uno «sbilancio strutturale» ci sono. A metterle nero su bianco è stato il consiglio di amministrazione della scuola d’infanzia Santa Croce, ascoltato martedì dalla commissione Cultura di palazzo dei Priori, dove è stata discussa la grave situazione finanziaria dell’istituto montessoriano. Le «linee di intervento» sono state messe nelle mani della giunta e ipotizzano tre principali direttrici, da affiancare ad una stabilizzazione del personale precario e a interventi di manutenzione per circa 15 mila euro all’anno.

Nuove attività e tagli In primis si parla di sviluppare nuove attività, come progetti di formazione finanziati dal Fondo sociale europeo in partenariato con l’istituto Bufalini, un prolungamento dell’orario pomeridiano e dell’offerta anche nel mese di luglio e l’istituzione di una classe bilingue italiano-inglese. Il cda poi ipotizza di cercare risorse attraverso soggetti privati per istituire borse di studio a favore degli studenti più poveri. La retta media inoltre potrebbe venir alzata da 290 a 310 euro e le classi tagliate da cinque a quattro (Primavera da attivare solo se ci sono almeno otto alunni). Una sforbiciata la subirebbe anche il personale, che passerebbe da 16 a 12 membri, con un taglio concentrato quasi interamente sugli ausiliari. Personale che «potrebbe sostenere anche un numero di iscritti maggiore» e quindi «con l’attuale livello di utenza se ne potrebbe ridurre il numero». Per il corpo docente precario si propone invece una stabilizzazione.

CDA A PALAZZO DEI PRIORI: «SERVONO 170 MILA EURO»

Personale Ed è proprio qui che si possono fare gli interventi più significativi, dato che gli stipendi pesano per l’88 per cento sul bilancio della scuola. Il cda sottolinea però che «non è nelle nostre intenzioni mettere in difficoltà il personale» e così anche per gli esuberi si prospetta una possibile soluzione, dato che potrebbero essere assorbiti attraverso forme di mobilità con gli asili comunali, con il prospettato prolungamento degli orari e con l’istituzione di una classe bilingue. «Chiaramente – spiega però il cda – l’adozione di questi strumenti a tutela del livello occupazionale può rendere più lento il processo di riequilibrio della situazione economica». Quanto alla gestione del debito pregresso, che ammonta a 300 mila euro, o gli enti pubblici mettono mano al portafoglio oppure si vende un immobile di proprietà della scuola, attualmente non utilizzato, e si tappa il buco concordando poi con i dipendenti i tempi di rientro degli arretrati.

L’ASSEMBLEA CON GENITORI E PERSONALE

I numeri Nelle cinque pagine scritte da Cavazzoni l’8 aprile scorso, si fa anche una descrizione dettagliata della situazione finanziaria, che parte dal crollo delle contribuzioni pubbliche (Comune e in parte minore Regione), passate dai 564 mila euro del 2009 ai 92 mila euro del 2014. Tagli, sottolinea, comunicati sempre a consuntivo e mai in fase di predisposizione del bilancio e che quindi, nel corso del tempo «hanno generato significativi risultati negativi». Al primo gennaio scorso il disavanzo ammontava a 321 mila euro, mentre ci sono da pagare 61 mila euro ai fornitori, 188 mila euro per le spese del personale (principalmente premi di produzione per il personale non docente) più 121 mila euro di debiti fiscali e previdenziali. Attualmente i bambini che frequentano la scuola sono 96 mentre le pre-iscrizioni per l’anno 2015-2016 sono 85.

Sbilancio Con le rette pagate dai genitori (dai 395 mila euro del 2011 si è passati ai 335 mila del 2014) si copre meno del 50 per cento dei costi «che appaiono difficilmente comprimibili». Le tabelle forniscono dati dal 2009 al 2014 e dalla loro lettura emerge in modo chiaro che tutte le spese nel corso degli anni sono calate. Tutte tranne quelle per il personale ausiliario: per docenti e amministrativi si è passati dai 345 mila euro del 2010 ai 138 mila del 2014; per supplenti e contratti a tempo determinato da 227 mila a 122 mila; per la mensa da 50 mila a 24 mila e per la manutenzione dai 10 mila circa ai 3 mila del 2014. L’esborso per il personale ausiliario invece è rimasto stabile intorno ai 260 mila euro annui. Il calo generale è da imputare al «pensionamento di gran parte del corpo docente», sostituito «con insegnanti assunti annualmente a tempo parziale». Risparmi non sufficienti però e che, accompagnati al drastico calo delle contribuzioni pubbliche, hanno portato allo sbilancio strutturale di cui parla il cda.

Twitter @DanieleBovi

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