Pubblichiamo la lettera di Antonio Lusi, storico dj del Quasar e Dejavù e organizzatore, nel 2014, del «Perugia dance music festival old style ’70-’80» che ha animato piazza del Bacio. Una piazza dove nel corso di questi mesi estivi si sarebbe dovuto tenere «Un’estate al Bacio», calendario di eventi tra musica, sport e non solo con lo scopo di far vivere una delle zone più difficili della città sul fronte della criminalità. Un evento che dopo un lungo tiro e molla con l’amministrazione comunale non si farà. Di seguito la lettera in cui Lusi dà la sua versione di quanto successo nel corso delle ultime settimane e, in fondo a questa, la replica dell’assessore al Commercio Cristiana Casaioli.
di Antonio Lusi
In questi casi, si possono percorrere due strade. Una, quella diplomatica, nella quale affermi che per motivi tecnico organizzativi ecc. ecc., l’altra è quella di raccontare realmente come si è arrivati a questa drastica decisione. Io scelgo la seconda, consapevole del fatto che potrebbe portarmi ulteriori problemi, ma tant’è, lo devo a me stesso, alla mia famiglia e a quei pochissimi che hanno deciso di supportarci nonostante tutto. Piazza del Bacio e più in particolare il quartiere di Fontivegge in Perugia, è senza ombra di dubbio la zona più difficile di questa città. Da diversi anni oramai, la stessa è teatro di diversi fatti di cronaca legati per lo più allo spaccio di stupefacenti, risse, prostituzione e chi più ne ha più ne metta. Di chi sono le colpe ed eventuali responsabilità, non sta a me giudicare né tanto meno sentenziare: è così punto e basta. Lo scorso anno, chiesi alla nuova Giunta comunale appena insediatasi, di potere effettuare una manifestazione musicale in una qualsiasi zona del centro storico della città. La risposta fu: “Va bene fai la manifestazione, ma se puoi falla in Piazza del Bacio, in quanto è una zona che vorremmo provare a rivalutare”. Io diedi il mio consenso e così nacque il “Perugia Dance Music Festival – Old Style”, manifestazione che nel suo piccolo ebbe un discreto successo di pubblico e un impatto mediatico molto forte. Onestamente, ci rimisi qualche buon soldo, in quanto tutte le spese erano a mio carico, ma ci può stare. Di lì a poco replicai con una seconda manifestazione denominata “Sapori d’Autunno”: meno gente, meno impatto mediatico, meno tutto, tranne la valenza dei singoli eventi che mi posso vantare di definire di tutto rispetto (altro denaro rimesso). Bene, tutto questo accadeva nei mesi di agosto (per il festival) e ottobre (per “Sapori d’autunno”) 2014.
Il progetto Unitamente a mia moglie, decisi comunque che quella Piazza, nonostante le tante difficoltà, dovesse essere in qualche modo rivalutata ed ecco che preparai una progetto estremamente dettagliato, all’interno del quale vi erano tutta una serie di eventi e manifestazioni da effettuare quotidianamente per circa 3 mesi durante l’estate 2015. Si andava dal teatro, al cinema d’autore, dallo sport per bambini e ragazzi ai concerti, alcuni dei quali di grandissimo spessore. Insomma un programma a 360 gradi adatto per l’intera popolazione e tutto a mie spese. Il 14 novembre 2014, consegnai il progetto nelle mani del sindaco di Perugia e in quelle dell’assessore alla cultura. Entusiasmo iniziale: “Bene facciamolo, certo”, dopo di che comincia un assordante silenzio. Dovuto a cosa? non si sa, non è dato saperlo. Chi conosce minimamente questo mestiere, sa perfettamente che per organizzare eventi soprattutto di una certa entità, ci vuole tempo, non si può improvvisare, ci sono mille tasselli da mettere assieme; non è uno scherzo. Cominciai quindi a chiamare, inviare mail su mail soprattutto all’assessorato alla cultura, ma mai uno straccio di risposta, il nulla assoluto. Finalmente, verso febbraio 2015, riesco ad essere ricevuto (attraverso un intervento esterno). L’assessore ci promette che avrebbe portato in giunta in progetto (cosa per altro anomala) e che nel giro di una settimana, massimo due, avremmo avuto una precisa risposta; ci disse comunque di stare tranquilli, in quanto la rinascita del quartiere era una priorità assoluta. Bene, mi son detto, ci siamo. Mai pensiero fu così sbagliato. Passa una settimana, ne passano due, tre, quattro e nulla si viene a sapere. Provo allora a richiamare un giorno sì e l’altro pure, ho assillato quel povero segretario, il quale per un motivo o per l’altro, non mi ha mai passato l’assessore. Preso dallo sconforto, provo a parlare con il sindaco, il quale mi dà udienza e fissa un appuntamento. Va mia moglie, alla quale assicura che stavano lavorando sul progetto e che comunque dovevamo relazionarci con l’assessorato preposto, ovvero quello alla cultura.
Programma ridotto Da palazzo della Penna tuttavia, è totalmente inutile attendere una qualche risposta e piano piano si arriva al mese di giugno 2015. Entra in campo una nuova figura, quella dell’assessore al commercio, la quale prende la situazione in mano e si dice pronta a sposare un nuovo progetto che tuttavia doveva prevedere un numero di serate molto inferiore rispetto a prima. Arrivammo a definirne 9 tra la fine di luglio e agosto. Nel frattempo, visto che nessuno si degnava di risponderci, pensammo bene di organizzare la seconda edizione del Perugia Dance Music Festival, in un altra location, ovvero quella di Borgonovo. Risultato? un dramma, pochissima gente, ma soprattutto una marea di problemi dovuti ai permessi di pubblico spettacolo. Per onestà intellettuale, debbo dire che la colpa è stata anche un po’ mia, nel senso che non avevo provveduto per tempo a produrre una documentazione completa ed esaustiva, forte comunque del fatto che l’anno precedente all’interno dello stesso luogo, ci fu una manifestazione identica, per la quale nessuna commissione passò, ritenendo il posto evidentemente perfettamente a norma. Per farla breve, ci fu una commissione fiume che di fatto non intendeva farci fare l’evento (il giorno stesso dell’apertura), poi attraverso tutta una serie di prescrizioni alla fine ci diede l’ok. Ho ammesso in questo ambito le mie responsabilità, pur tuttavia, se hai solo 20 giorni per organizzare un evento e tutto quanto comporta, il tempo da dedicare ad una burocrazia sempre più pressante e cervellotica è ben poco. L’assessore al commercio, presente in commissione, mi dice testuale: “se queste sono le premesse, scordatevi Piazza del Bacio”. Bene, benissimo. Eh sì perché intanto avevo già preparato il calendario di quelle famose 9 date rimaste e posso assicurare che non si trattava di un calendario di poco conto: fra le tante cose, c’era persino il concerto di Frankie HI Energy MC.
La trattativa Il suddetto assessore mi/ci convoca il giorno 14 luglio (16 giorni prima dell’inizio della manifestazione) per dirci che di fatto lei non ci avrebbe autorizzato l’evento della piazza, in quanto non avrebbe firmato per un evento organizzato da dilettanti. Al comune chiedevamo solo ed esclusivamente il patrocinio, l’occupazione del suolo pubblico e un minimo di attrezzature, tipo palco ecc. I soldi li mettevamo io e mia moglie. L’alternativa dell’assessore era questa: “Noi non vi diamo patrocinio, suolo pubblico ed attrezzature, tuttavia potete fare da voi”, ovvero ulteriori costi a nostro carico per Piazza del Bacio. Lasciatemelo dire, una follia. Al che ci dice: “Ah se la piazza è gratis vi interessa altrimenti nulla? bravi!”. Gratis? 14 mila euro di spese vuole dire gratis? dal dramma alla farsa direi. Presente all’incontro, credo in qualità di mediatrice c’era anche la segretaria del sindaco, la quale per l’appunto cerca di mediare e di arrivare ad una equa conclusione. Tale conclusione si manifesta una settimana fa, con la concessione del suolo pubblico e del patrocinio (che comunque fino ad ora fa nessuno ha formalizzato), pur tuttavia le serate al posto di 9 diventavano 3 o al massimo 4. Ciò ha comportato cosa. La rivoluzione totale del calendario, il dovere annullare i concerti per altro contrattualizzati, l’impossibilità di fare una adeguata pubblicità, sia cartacea che mediatica; dovere restituire il denaro agli sponsor, neanche uno straccio di conferenza stampa e da ultimo neanche la possibilità di avere una casina in legno per l’allestimento del bar. Siccome non mi ritengo un dilettante e mi sono stufato di buttare via soldi, ho deciso insieme a mia moglie di abbandonare qui. Tutti questi sacrifici per cosa? Piazza del Bacio? non esiste. Se preferiscono, lasciarla abbandonata a se stessa facciano pure, ma rifiuto categoricamente che la concessione di un posto simile sia un favore che mi fanno. Ognuno di noi, si assuma le proprie responsabilità, io le mie me le sono assunte fin troppo, ora basta. Se ci sarà qualcuno che vorrà approfondire ulteriormente la vicenda, sarò a completa disposizione. Tanto era dovuto.
Nella serata di mercoledì a Lusi ha risposto l’assessore al Commercio Cristiana Casaioli con una lettera che pubblichiamo integralmente.
«Leggo la lettera di Lusi e trovo alquanto sconcertanti le sue affermazioni, soprattutto in considerazione dell’apertura sempre dimostrata da questa Amministrazione non solo nei suoi confronti, ma nei confronti di tutti coloro che hanno organizzato eventi nella nostra città. Molte di queste manifestazioni, peraltro, hanno ottenuto grandi risultati e fatto registrare una significativa partecipazione dei cittadini. Non è mio costume entrare nelle polemiche, ma quando si fanno affermazioni fantasiose, come nel caso di specie, ritengo doveroso fornire una ricostruzione corretta della realtà dei fatti. Il progetto presentato dal Sig. Lusi, pur se interessante nei contenuti e nelle finalità, ha tuttavia subito evidenziato molteplici criticità di carattere tecnico-giuridico, peraltro da me prontamente segnalate al proponente nel momento stesso in cui ne sono venuta a conoscenza. E’ di tutta evidenza che l’organizzazione da parte di un privato di eventi continuativi della durata di tre mesi, per i quali peraltro si chiedeva all’Amministrazione l’occupazione gratuita di suolo pubblico, nonché la fornitura gratuita di una quantità importante di strutture, possa configurarsi come esercizio temporaneo di impresa. Ciò contrasta in maniera evidente con il rispetto per quei cittadini che esercitano con grandi sacrifici attività di impresa, investendo il proprio denaro ed il proprio lavoro per 365 giorni all’anno e contribuendo così allo sviluppo dell’economia cittadina.
Mi chiedo se non sia più importante per un’Amministrazione adoperarsi, al fine di raggiungere l’obiettivo della rivitalizzazione di aree della città, favorendo la collaborazione diffusa con molteplici associazioni cittadine e culturali. Ciò rende ogni persona parte attiva della vita pubblica. Questo è quanto ho riferito alla moglie del Sig. Lusi nel corso dell’incontro tenutosi presso il mio Assessorato, mantenendo comunque l’impegno di prendere in considerazione eventi di natura temporanea da loro proposti. L’attività svolta presso il Borgonovo, citata nella lettera del Sig. Lusi, rientra, invece, nell’ambito delle manifestazioni organizzate da privati in aree private; la stessa, dunque, è sottoposta ad una specifica normativa che prevede, tra le altre cose, l’autorizzazione della Commissione per il Pubblico spettacolo, a garanzia del rispetto delle prescrizioni sulla sicurezza dei luoghi. Quindi ritengo che l’operato della Commissione sia stato di estrema apertura nei confronti di chi (come lo stesso Lusi riconosce) aveva prodotto una documentazione insufficiente e tardiva. A tal proposito ringrazio tutti i componenti della Commissione (Vigili del Fuoco, Vigili Urbani, Asl, dipendenti del Comune, ecc.) che si sono adoperati per far sì che, comunque, la manifestazione si potesse svolgere secondo le norme di sicurezza. Mi corre l’obbligo di sottolineare, nel contempo, che il Sig. Lusi nella lettera pubblicata omette completamente di riferire il comportamento “poco rispettoso” da lui tenuto nei miei confronti, sia a livello personale che per il ruolo da me rivestito. Trovo, inoltre, totalmente scorretto il fatto che il Sig. Lusi abbia utilizzato, nel corpo della lettera, il virgolettato per attribuirmi la paternità di certe affermazioni. In ogni caso, dietro continue sollecitazioni del Sig. e la Sig.ra Lusi spesso effettuate anche con mezzi impropri (messaggio privato facebook), ho ritenuto opportuno incontrarli nuovamente: in tal sede ho ribadito l’inopportunità del loro comportamento nei miei confronti e la poca serietà nell’organizzazione dell’evento. Nonostante ciò, l’Amministrazione ha comunque concesso al Sig. Lusi l’opportunità di organizzare un evento musicale in Piazza del Bacio, peraltro inserito nel programma culturale patrocinato dal Comune di Perugia. Questi i fatti. Nella giornata odierna, infine, il Sig. Lusi ci ha comunicato la sua decisione unilaterale di cancellare l’evento concordato. Ogni altro commento, appare francamente superfluo!».

Elementare Watson!