In chiusura della seduta di ieri il Consiglio Comunale ha approvato con 21 voti a favore ed 1 contrario (Bargelli, Pd) la mozione del consigliere Emanuele Prisco (PdL) sull’istituzione della figura del «Disability Manager». Nell’illustrare il documento, Prisco ha ricordato che nel libro bianco delle politiche del Welfare è contenuta un’importante innovazione in materia di superamento delle diversità, appunto quella dell’istituzione del Disability Manager, un responsabile tecnico con la funzione di promuovere e controllare le politiche sulla disabilità dell’ente.
I compiti L’istituzione della figura in esame, secondo Prisco, consentirebbe di promuovere azioni coordinate presso le singole componenti dell’Amministrazione con un’attenzione peculiare alle esigenze delle persone con disabilità, segnalando tempestivamente ai responsabili degli uffici eventuali iniziative ed azioni che possano porsi in contrasto con le più recenti normative in materia. Il nuovo manager, in sostanza, dovrebbe tra le altre cose: delineare linee guida di intervento; prevedere la realizzazione di una segnaletica adeguata per l’accesso alle sedi dei servizi; verificare l’accessibilità delle strutture comunali; curare l’istituzione di un numero verde per segnalare ostacoli fisici e culturali; rendere accessibili anche le attività e gli spazi per il tempo libero; realizzare l’adeguamento delle fermate dei mezzi pubblici; favorire l’incremento dei servizi a sostegno della domiciliarità e così via.
Nessun costo aggiuntivo Per questo Prisco ha chiesto di impegnare l’Esecutivo a conferire, nell’ambito delle risorse umane già in servizio, l’incarico di Disablity Manager. Aprendo il dibattito Nicola Mariuccini (Pd) si è detto d’accordo con il proponente sull’iniziativa, chiedendo però di specificare nel dispositivo che l’istituzione del disability manager non comporterà costi aggiuntivi per il Comune. Suggerimento subito accolto da Prisco. Per il capogruppo IdV Filippo Cardone è stata piena la condivisione in Terza commissione della mozione, anche perché la figura non determina particolari sacrifici, sia economici che di impiego di risorse umane, per il Comune. L’unico aspetto da approfondire in futuro, secondo Cardone, è quello della formazione.
Bargelli: pensare ai tagli della Finanziaria L’unico voto contrario alla mozione è stato, come detto, quello del democratico Sauro Bargelli: «Rispetto agli indirizzi – ha detto -, si propone in sostanza di istituire una figura che verifichi le barriere architettoniche. Su questo siamo in ritardo, però, perché esiste una normativa specifica e di barriere architettoniche ce ne sono rimaste poche. C’è solo un indirizzo su cui si dovrebbe lavorare, ossia l’incremento dei servizi a sostegno della domiciliarità e delle famiglie. Tuttavia se il Disability manager è solo una figura tecnica, serve a ben poco rispetto al problema, perché la vera emergenza è che per l’anno 2011 la Finanziaria del Governo Nazionale ha inteso tagliare per i servizi sociali ingenti somme (due milioni di euro sui sei totali)».
Prisco: città a misura di cittadini «Nessun costo aggiuntivo. È una svolta organizzativa per rendere effettive e maggiormente coordinate le politiche di abbattimento di tutte le barriere alla disabilità – sottolinea Prisco – con lo strumento offerto dal Libro Bianco sul Welfare del Ministro Sacconi.Altre città italiane se ne sono già dotate, come Parma, e tocca a anche Perugia». Questa figura è già conosciuta nel resto d’Europa e non ha competenze di indirizzo politico (come per esempio è il delegato del Sindaco in materia), ma solamente tecnico operative. Ha il compito di fornire linee guida ai diversi uffici dell’Amministrazione, anche uniformando l’attività tecnico-amministrativa, alle più recenti norme in materia,organizzare le realizzazione e l’aggiornamento della segnaletica di accesso ai servizi e l’accessibilità di tutte le strutture comunali e non della città. Perugia ha sempre rappresentato, in modo generalmente condiviso, la propria sensibilità su questa delicata materia, ma restano sempre da fare molti interventi per tradurre in atti concreti gli enunciati di principio – conclude Prisco – questo è un buono strumento operativo che ci è offerto. In questo modo potremo migliorare e ottimizzare i servizi per il superamento delle diversità, contribuendo a creare una città a misura di tutti cittadini!».


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