di Daniele Bovi

Il Comune di Perugia torna a chiedere alla Prefettura il via libera per intitolare lo stadio Santa Giuliana a Ilario Castagner, il mister del «Perugia dei miracoli» entrato nella leggenda sportiva cittadina. La decisione è stata presa nei giorni scorsi dalla giunta comunale, che ha approvato all’unanimità una nuova delibera per superare il precedente diniego arrivato nel 2024. L’obiettivo è ottenere una deroga alla norma che impone di attendere dieci anni dalla morte prima di dedicare un luogo pubblico, puntando sulla «notorietà eccezionale» dell’ex allenatore. Ora la richiesta è stata nuovamente trasmessa alla Prefettura di Perugia, che dovrà esprimersi.

L’iter Già nel 2023 Palazzo dei Priori aveva deciso, poco dopo la morte del mister, di intitolare l’impianto «Stadio Santa Giuliana – Ilario Castagner» e di collocare una targa commemorativa, con il parere favorevole della Commissione comunale per la toponomastica. Nel febbraio 2024, però, la Prefettura aveva negato l’autorizzazione necessaria, basandosi anche su un parere della Deputazione di Storia Patria per l’Umbria che non aveva riconosciuto i presupposti per concedere la deroga.

Non solo sport Oggi l’amministrazione comunale ritiene invece che quei presupposti ci siano. Nella delibera si ribadisce con forza il valore della figura di Castagner e il suo legame con la città. Non solo per i risultati sportivi, ma per il ruolo che ha avuto nella vita civile e nell’identità collettiva di Perugia. Castagner viene ricordato come simbolo di una stagione irripetibile, quella appunto del «Perugia dei miracoli», e come uno dei protagonisti che hanno reso la città conosciuta e rispettata nel panorama calcistico nazionale e internazionale.

La figura Da calciatore – è detto nell’atto – fu capocannoniere in Serie C nella stagione 1963-1964. Da allenatore guidò il Perugia alla promozione in Serie A nel 1975 e alla vittoria della Coppa Intertoto nel 1978. Soprattutto, firmò un’impresa unica: nella stagione 1978-1979 la squadra chiuse il campionato imbattuta, un risultato mai raggiunto prima in Italia, arrivando seconda. Negli anni successivi tornò più volte alla guida del club, ottenendo nuove promozioni e consolidando il legame con la città. Un valore professionale testimoniato anche dalle esperienze in altre squadre importanti: Castagner portò il Milan alla vittoria della Serie B, raggiunse le semifinali di Coppa Uefa con l’Inter e vinse la Coppa Mitropa con l’Ascoli. Dopo la carriera in panchina, diventò un volto noto del giornalismo sportivo televisivo, contribuendo a cambiare il modo di raccontare il calcio.

Il rapporto con Perugia Palazzo dei Priori insiste poi su un altro punto: il rapporto umano con Perugia. Pur non essendo nato in città, Castagner scelse di viverci stabilmente, costruendo qui la sua famiglia. Lo stadio Santa Giuliana viene definito il luogo simbolo di questo legame, il «teatro delle imprese» che hanno segnato un’epoca e che ancora oggi fanno parte della memoria collettiva. Ora la parola torna alla Prefettura

Questo contenuto è libero e gratuito per tutti ma è stato realizzato anche grazie al contributo di chi ci ha sostenuti perché crede in una informazione accurata al servizio della nostra comunità. Se puoi fai la tua parte. Sostienici

Accettiamo pagamenti tramite carta di credito o Bonifico SEPA. Per donare inserisci l’importo, clicca il bottone Dona, scegli una modalità di pagamento e completa la procedura fornendo i dati richiesti.