di D.B.
L’immagine che campeggia sul volantino, un bambino imbronciato di fronte a un piatto di verdure lesse con sotto scritto «Non mi va!», non lascia dubbi sul senso dell’iniziativa. A essere indigesti però non sono tanto le salutari verdure bollite quanto i piani della giunta, che dalla fine di quest’anno vuole mettere fine alla possibilità, concessa ai genitori tramite apposita convenzione, di comprare il cibo che viene poi cucinato ai bambini. I comitati dei genitori così hanno deciso di convocare un’assemblea il 30 giugno alle 21 al cva di Ponte San Giovanni per spiegare che loro non sono d’accordo e per cercare possibili alternative. La decisione del Comune di esternalizzare il servizio mensa viene definita «dittatoriale» e non più tardi di martedì i genitori, dopo il rinvio della discussione al 7 luglio in commissione Cultura a causa dell’assenza dei dirigenti e dell’assessore Waguè, hanno chiesto ancora al Comune di essere ascoltati spiegando di non capire come mai, dato che nulla giuridicamente è cambiato rispetto all’avvio della convenzione, adesso questa deve essere annullata.
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