«Vogliamo una nuova scuola per i nostri bambini». Torna a prendere vigore la protesta dei genitori di Ponte Pattoli, che mercoledì prossimo incontreranno il sindaco Wladimiro Boccali alle 21 nei locali del Cva. «Da molti anni a questa parte – spiegano – ci stiamo battendo per ottenere una nuova scuola nel nostro paese e prima di noi altri genitori. La condizione dell’edificio scolastico che ospita la scuola primaria è sicuramente causa di enormi difficoltà di ordine sia logistico che didattico».
Edificio vecchio Secondo quanto riferiscono i genitori, «si tratta di un edificio, di pregevole fattura architettonica, risalente ai primi anni del secolo scorso, dove sono stati diligenti scolari molti bisnonni degli attuali alunni; gli interventi di “messa a norma” eseguiti nel corso degli anni, magari a seguito di eventi naturali di grave portata, come il terremoto del 1997, hanno sicuramente preservato la struttura architettonica dell’edificio, ma non hanno reso la scuola funzionale alle moderne esigenze della didattica, ai diversificati bisogni degli alunni e alle vigenti norme sulla sicurezza dei luoghi di lavoro».
I numeri Attualmente, infatti, la scuola è frequentata da 128 alunni, di cui circa 50 con bisogni educativi speciali che necessitano di interventi individualizzati o di attività in piccoli gruppi da svolgere in spazi adeguatamente attrezzati; una situazione probabilmente comune ad altre realtà scolastiche della periferia del nostro territorio comunale, ma che risulta ancora più difficile da gestire nel vetusto edificio della scuola primaria di Ponte Pattoli.
Gravi problemi «La mancanza di spazi idonei – dicono i genitori – di fatto, risulta un’ulteriore complicazione nella gestione dei bambini diversamente abili e dei bambini che non si avvalgono dell’insegnamento della religione cattolica, che quasi quotidianamente necessitano di spazi idonei per l’effettuazione di attività educative mirate. Spesso infatti le insegnanti o le collaboratrici scolastiche sono costrette a gestire bambini con gravi problemi in locali assolutamente non idonei, quali corridoi ed altre aree di transito, con evidenti rischi anche per la sicurezza (basti pensare a quanto potrebbe succedere in caso di emergenza con i corridoi occupati da alcuni bambini in attesa di rientrare in classe); le implicazioni per la corretta integrazione dei soggetti interessati da questa attività risultano chiare anche a chi non è pratico del mestiere».
Classi sottodimensionate Per i genitori «le aule delle singole classi sono decisamente sottodimensionate, alcune di esse risultano sovraffollate, tanto da rendere complesso, se non impossibile, l’utilizzo al loro interno di tecnologie multimediali funzionali al processo di insegnamento – apprendimento. La mancanza di spazi adeguati e sufficientemente ampi, quali laboratori polifunzionali e palestra, costituisce un ostacolo evidente allo svolgimento di attività didattiche curricolari come l’informatica e l’educazione motoria; quest’ultima, in particolare, viene praticata nei locali del Cva, distante dalla scuola circa 400 metri, da percorrere a piedi, all’aperto, anche in inverno. Altre criticità che presenta l’edificio sono rappresentate da un cancello d’ ingresso senza chiusura centralizzata, che può rimanere chiuso, grazie ad un lucchetto con catena, solo durante le ore notturne; questo fatto rappresenta un potenziale pericolo in quanto la scuola è situata a ridosso della strada principale del paese, ad alto scorrimento di traffico, in tutte le ore del giorno (da quest’anno l’ingresso principale è stato spostato dietro la scuola con la costruzione di un parcheggio)».
Preoccupati Inoltre manca un’area verde e ci sono delle infiltrazioni di acqua piovana dal soffitto di alcune classi del piano superiore. «Noi ci mandiamo a scuola i nostri figli e non siamo per niente tranquilli. Anche i locali della locale scuola media lasciano molto a desiderare. La nostra richiesta di un nuovo edificio scolastico idoneo sotto tutti i punti di vista nasce pertanto sia da quanto sopra esposto, sia dalla evidenza che da circa un decennio, seguendo un trend esponenziale ben noto a chi gestisce la cosa pubblica, il territorio si è aperto a nuove immigrazioni e ampliamenti abitativi. La popolazione scolastica è così aumentata insieme alla percentuale di alunni stranieri che frequentano la scuola. All’espansione edilizia e demografica non ha fatto seguito il corrispondente sviluppo di infrastrutture e di servizi indispensabili per favorire una corretta socializzazione ed integrazione culturale.»
