In concomitanza con la giornata della libertà dell’informazione, proclamata dall’Onu nel 1993, è stata celebrata venerdì mattina a Perugia, la ‘Giornata della Memoria dei giornalisti uccisi dalle mafie e dal terrorismo’ organizzata dall’Unci, Unione nazionale cronisti italiani, dalla federazione nazionale della Stampa con l’alto patronato del Presidente della Repubblica.
Il senso del 3 maggio Il senso dell’iniziativa lo ha spiegato Leone Zingales, componente della giunta dell’Unci. «Il 3 maggio – ha detto – è per quei giornalisti che hanno sacrificato la propria vita per informare i cittadini sulla mafia e sulle guerre». Zingales ha ricordato Enzo Baldoni e Walter Tobagi con le loro radici umbre. «Non vanno dimenticati, come non bisogna dimenticare tanti altri giornalisti per far comprendere ai giovani il senso del loro sacrificio».
Il fiocco giallo per Quirico L’edizione è stata dedicata a Domenico Quirico della Stampa, scomparso 23 giorni fa in Siria. Il fiocco giallo, è « il simbolo della speranza perché torni a casa al più presto», ha detto il segretario della Fnsi Franco Siddi, che ha poi lanciato un appello a chi possa averlo fatto prigioniero: «Non è un vostro nemico – ha sottolineato – e merita rispetto».
Il messaggio della Boldrini «Condivido l’ansia per la sorte dell’inviato de La Stampa Domenico Quirico. L’ho conosciuto sul campo, un campo quasi sempre segnato dalla guerra e dalla devastazione. Spero che presto familiari e colleghi possano riabbracciarlo». Ha scritto il presidente della Camera, Laura Boldrini, in un messaggio inviato al presidente dell’Unione cronisti Guido Columba. «Voglio sperare anche che queste vicende ci insegnino a tributare maggiore attenzione al giornalismo che rischia persino la vita – sta scritto ancora nella nota -, pur di far avere a noi tutti il racconto dei dolori del mondo, o dei guasti profondi che in casa nostra produce la criminalità. E’ l’informazione che è guidata non dallo share, o dalla ricerca di una battuta ad effetto per infiammare il dibattito politico, ma dal patto di verità e lealtà coi cittadini. E’ l’informazione coraggiosa che spesso viene dai giovani cronisti precari, disposti a rischiare pur di dar notizie dall’alto valore civile ma dal bassissimo, iniquo compenso economico. A questa informazione auspico che la Camera dei Deputati possa dare anche il necessario supporto legislativo. Lo dobbiamo non ad una categoria, ma alla comunità civile e al suo diritto di sapere». «Per ogni società libera il lavoro dei giornalisti è fondamentale – scrive ancora nella nota -. E ancor più essenziale per la democrazia è il lavoro di coloro che informano mettendo a rischio la propria sicurezza, e spesso la propria vita. Scelgono di dar notizie sfidando i poteri criminali e le organizzazioni terroristiche, oppure ci raccontano i conflitti lontani, le guerre dimenticate. Ci tengo perciò ad esprimere la mia piena adesione all’iniziativa che oggi – giornata mondiale della libertà di stampa – le rappresentanze del giornalismo italiano promuovono nel ricordo dei cronisti uccisi dalle mafie e dal terrorismo e per richiamare l’attenzione sulla necessità di garantire ovunque la sicurezza dei reporter».
Guasticchi «Il giornalismo si può fare in mille maniere, ma non può esistere un giornalista che non faccia il suo lavoro nel segno dell’indipendenza e della libertà a garanzia della circolazione di informazioni e di opinioni in tutta la società», ha detto invece il presidente della Provincia di Perugia, Marco Vinicio Guasticchi che ha salutato i partecipanti. «In questa sesta giornata che l’Unione cronisti e l’Associazione della Stampa umbra, con l’Ordine dei giornalisti dell’Umbria e Libera Umbria, dedica ai tanti colleghi vittime, nel corso degli anni, della sordida reazione del mondo mafioso a un comportamento giornalistico condotto all’insegna della legalità, la Provincia di Perugia esprime tutta la propria vicinanza ai temi e alle riflessioni del Convegno. Con il programma di interventi chiamato ‘Legalmente – Lo Stato siamo noi’ la Provincia di Perugia sta perseguendo questo obiettivo, in piena sintonia con i motivi e i riconoscimenti che hanno spinto il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, a concedere il suo Alto patronato all’iniziativa di oggi».
