Una cella dell'ex carcere (foto Umbria24)

L’ex carcere di Perugia è in un limbo fatto di idee, molte, e zero risorse per metterle in pratica. Della struttura di piazza Partigiani si è tornato a parlare giovedì mattina nel corso della commissione urbanistica di palazzo dei Priori, dove è stato esaminato l’ordine del giorno dei dem Borghesi e Mirabassi, alla fine del dibattito rinviato a una prossima seduta per dare a tutti i consiglieri di emendarlo. Mirabassi e Borghesi con il documento chiedono alla giunta di riferire sullo stato di avanzamento dei progetti elaborati nel corso degli anni e «circa la sussistenza di una procedura di acquisizione dal Demanio». Sul carcere c’è il progetto legato alla candidatura, sfumata, di Perugia a Capitale europea della cultura, mentre nel corso della mattinata l’assessore all’urbanistica Prisco ha ricordato che le ipotesi sul tavolo sono sostanzialmente due.

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Le ipotesi Da un lato quella turistico-ricettiva, «sicuramente quella più suggestiva», e dall’altro, quella di un suo utilizzo come cittadella giudiziaria. «Ma – ha precisato – l’ex carcere non è di proprietà comunale, bensì demaniale e a oggi non sembra che ci siano interessi in campo. L’amministrazione è disponibile alla riqualificazione di quell’area, che peraltro si estende anche verso via Fiorenzo di Lorenzo, ma dobbiamo ragionare con quello che abbiamo e al momento non ci sono manifestazioni di interesse». L’ingegnere del Comune Enrico Antinoro ha poi ricordato che negli anni scorsi, tra il 2004 e il 2008, palazzo dei Priori ha presentato ai vari organi competenti dello stato progetti, ipotesi di fattibilità e persino di finanziamento per farne una sorta di cittadella della giustizia «ma la risposta – ha detto Antinoro – è stata il silenzio totale e dal 2008 tutto si è fermato».

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La discussione Le cifre in ballo sono enormi: la struttura misura 24 mila quadrati e per la cittadella, secondo Antinoro, servirebbero qualcosa come 75 milioni di euro; una cifra monstre fuori dalla portata del Comune. «Lo stato – ha aggiunto l’architetto – aveva anche previsto di cedere al comune la struttura, a fronte di progetti di valorizzazione e di gestione che il comune non poteva e non può sostenere in termini economici». Un invito ad aprire una fase di approfondimento più ampio è venuto da Prisco, che ha anche ricordato come sia necessario il coinvolgimento di soggetti statali e un’eventuale variazione al Piano regolatore che, attualmente, destina quell’area a cittadella giudiziaria. Al termine del dibattito dunque sentiti gli interventi di alcuni consiglieri (la maggioranza non era disposta a votare l’atto così com’era) è stato deciso di sospendere l’ordine del giorno così da dare a tutti la possibilità di emendarlo e poi di votarlo nel corso di una prossima seduta.

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