di Daniele Bovi
Potrebbe aprire le porte tra la fine del 2018 e i primi mesi del 2019 il nuovo Mercato coperto di Perugia, il cui progetto preliminare di riqualificazione è stato approvato mercoledì dalla giunta di Andrea Romizi. A presentarlo è stato in mattinata l’assessore allo Sviluppo economico Michele Fioroni in un appuntamento a metà strada tra una conferenza stampa e una lezione di marketing (di cui è docente all’Università di Perugia) con più di 40 slide. Secondo il percorso che ha in mente palazzo dei Priori, il 2015 sarà occupato dalla fase di progettazione, di predisposizione del bando e di aggiudicazione dell’appalto; poi, presumibilmente a gennaio 2016, il via ai lavori con un taglio del nastro previsto, come accennato, tra la fine del 2018 e l’inizio del 2019. Un’operazione, secondo le stime, in grado di generare 120 posti di lavoro e che parte da un dato di fatto (che approfondiremo in un prossimo articolo): un’offerta al momento nettamente sbilanciata verso i poli extraurbani, tanto che nell’area centrale della città viene saturato solo il 24% dei consumi.
Il piano Nomi ovviamente Fioroni non ne fa (nei mesi scorsi si è parlato con insistenza di un interessamento di Eataly), limitandosi a spiegare che «attraverso il bando daremo in gestione per almeno 20 anni la struttura ‘al grezzo’ a un soggetto privato che – spiega – dovrà garantire solidità finanziaria e capacità di gestione. Poi il nome non importa». Il soggetto al quale verrà assegnato l’appalto dovrà quindi versare per almeno 20 anni un affitto al Comune che, secondo le «ragionate» analisi economiche fatte da palazzo dei Priori, per essere «giusto» e garantire l’economicità dell’operazione dovrebbe essere il 2% di un fatturato stimato intorno ai 10 milioni di euro; il canone dovrebbe quindi aggirarsi intorno ai 200 mila euro l’anno, ma l’obiettivo è di tenerlo più basso almeno all’inizio così da aiutare nella prima fase il gestore. «All’inizio – dice Fioroni – dovremo sostenerlo molto e in futuro saremo severi per quanto riguarda il monitoraggio del progetto e le eventuali penalizzazioni».
IN CENTRO STORICO OFFERTA ALIMENTARE SOTTOPOTENZIATA
Il progetto L’investimento previsto per realizzare i lavori di recupero della struttura necessari (i restanti ovviamente saranno a carico di coloro che si aggiudicheranno l’appalto) è di 6,3 milioni di euro, dei quali 5 arrivano dai fondi europei garantiti dalla Regione e il resto dalla Fondazione Cassa di risparmio di Perugia. Sei milioni serviranno a sistemare l’immobile costruito nel 1932, mentre i restanti 300 mila euro verranno investiti per creare la nuova piazzetta davanti alla biblioteca degli Arconi, dove verranno sistemati i banchi del settore non alimentatore, oggi tra i pochi rimasti all’ultimo piano del Mercato. «A loro – osserva Fioroni – chiederemo anche di riqualificare l’offerta dando spazio all’artigianato locale».
Come sarà Ma come sarà il Mercato del futuro? «Innanzitutto – dice Fioroni – non si faranno operazioni immobiliari. Questo è un progetto comunale e innovativo», che guarda a un «modello ibrido» a metà strada «tra spesa e ristorazione», così come succede in molte città europee anche se «noi vogliamo creare il nostro modello». Il progetto è ambizioso: «Vorremmo – osserva l’assessore – che diventi il nuovo punto di riferimento della spesa cittadina, un grande hub agroalimentare e dobbiamo aiutare il cittadino a venire con curiosità in centro». La struttura si articola su 4 piani e potrà contare su 2.500 metri quadrati complessivi. I primi due sono occupati dal parcheggio gestito da Sipa e non verranno toccati, mentre i lavori interesseranno gli altri due. All’ultimo piano, quello per intendersi dove ora c’è la terrazza, la copertura a ferro di cavallo sarà ammodernata (ai lati saranno poste delle vetrate) e sarà riaperto il lucernaio centrale di 500 metri quadrati ora chiuso.
Banchi Nei mille metri quadri intorno rientreranno i 3 banchi dedicati all’alimentare ora presenti che dovranno diventare 6 o 9, in grado di garantire una offerta nuova. Banchi da gestire anche secondo la logica dell’alternanza, pensando magari a giorni da dedicare a specifiche associazioni o iniziative. Il gestore scelto con il bando si occuperà invece dei 1.500 metri quadri sottostanti, 500 dei quali riguardano la sala coperta e illuminata dal lucernaio che sarà riaperto.
Spazi Qui ci saranno spazi dedicati a vendita dei prodotti (probabilmente nel bando sarà scritto che almeno un 30% dei fornitori dovrà essere umbro), alla ristorazione e agli eventi come lezioni di cucina, degustazioni e così via. In questo modo, almeno secondo gli obiettivi, si allungherà il ‘normale’ orario di funzionamento del mercato, trasformato in un «nuovo polo di aggregazione culturale, sociale, turistico e ludico». Un luogo che dovrà contemperare in modo equilibrato aree dedicate alla merce, con grande prevalenza per quelle tipiche, per le filiere corte, per la cultura e per gli eventi, con uno spazio dedicato anche all’informazione per i turisti. Il tutto arricchito dal fatto che a pochi metri sorgerà la nuova biblioteca degli Arconi.
Twitter @DanieleBovi
