Corso Vannucci

La reazione è di chi non ne può più di un’immagine parziale e distorta. Perugia reagisce al servizio andato in onda giovedì sera su Announo. Lo fa sui social network, dove c’è chi rimarca il problema droga, ma dove tanti puntano il dito contro un modo di rappresentare la città del tutto ingeneroso, fuorviante e superficiale. Non sfugge poi il fatto che questo servizio possa diventare tema di campagna elettorale, a una settimana dal ballottaggio.

Il prefetto: «Immagine apocalittica e artefatta»

Querela Il Comune – secondo quanto apprende Umbria24 – ha dato mandato ai suoi legali di verificare se ci siano gli estremi per querelare Announo e chiedere i danni: «In caso di vittoria – viene fatto sapere – i proventi andranno alle associazioni che quotidianamente lavorano nel centro storico».

Video intervista a Boccali: «La città è incazzata»

Boccali: «Vile attacco» A reagire in primis il sindaco Wladimiro Boccali, che parla di «nuovo, cieco attacco sensazionalistico alla città di Perugia. L’Amministrazione, le due Università, l’Accademia e il Conservatorio, insieme agli organi dello Stato, Questura e Forze dell’Ordine, con la fondamentale partecipazione del mondo dell’associazionismo diffuso, si impegnano da anni, insieme e coesi e con risultati ormai evidenti, per garantire qualità della vita, accoglienza e solidarietà, aspetti che da sempre caratterizzano la nostra città e che sono oggi messi a rischio da cambiamenti economici e sociali che investono tutte le grandi città, in particolare i centri storici. tutti i fenomeni negativi sono in diminuzione, mentre è in aumento il vile attacco mediatico nei confronti della nostra comunità». Secondo il sindaco «Perugia non ha bisogno di detrattori ma di persone consapevoli dei suoi problemi e capaci di reagire agli stimoli con strategie forti, in grado di garantire frutti sia nel breve che nel lungo periodo.
Dileggiare la città, esaltarne i problemi, lamentarsene e mugugnare non sono strategie. Perugia va criticata ma va soprattutto amata. Vituperio e gogna mediatica sono tentativi di affossarci, soprattutto ora che le famiglie scelgono le sedi Universitarie dove iscrivere i propri figli. Il nostro Ateneo è sotto attacco. Difendiamolo». Infine, Boccali collega quanto accaduto all’imminente ballottaggio, invitando a «valutare e distinguere la realtà dei fatti dalla strumentalità elettorale».

Romzi: «No strumentalizzazioni, ma cambiare le cose» Il suo rivale nella corsa alla poltrona di sindaco Andrea Romizi afferma che «vedere le immagini di Perugia, andate in onda giovedì sera, fa male ad ogni perugino.  Ma da parte nostra non c’è nessuna intenzione di strumentalizzarle. In questa campagna elettorale – ribadisce Romizi –  non ho mai fatto alcun attacco personale, abbiamo sempre scelto di parlare di contenuti, siamo profondamente contrari alle personalizzazioni della battaglia politica.  Da sempre stigmatizziamo non il singolo individuo, ma il sistema di potere presente in questa città che troviamo ingiusto ed inefficiente. Tutti dobbiamo sentire la responsabilità di lavorare al meglio affinché venga data di Perugia l’immagine che merita, diametralmente opposta a quella che viene data dai media nazionali ed internazionali. Con equilibrio, e ben lungi dal voler strumentalizzare la questione, non si può ancora una volta che riaffermare la volontà di eliminare le aree di degrado che realmente sono presenti nel nostro territorio. Facciamoci carico tutti di rappresentare una nuova città e si evitino anche le strumentalizzazioni all’inverso: non è accettabile il diffuso vittimismo di queste ore e il malcelato tentativo di collegare l’iniziativa editoriale di Santoro(!) alla nostra proposta per il futuro di Perugia. Mi sembra fuori luogo – continua Romizi –  il tentativo, da parte di chi in questi anni ha avuto precise responsabilità, di arroccarsi dietro il vittimismo verso gli attacchi definiti ad orologeria. Non abbiamo intenzione di strumentalizzare le problematiche, sembrano dunque  fuori luogo i timori e alcune dichiarazioni in tal senso rilasciate in queste ore, dichiarazioni che qualcuno ha sottolineato con il detto latino: “excusatio non petita, accusatio manifesta”».

Cernicchi: «Servizio delinquenziale» «Basta – scrive su Fb l’assessore alla Cultura del Comune Andrea Cernicchi – la misura è colma. Il servizio di ieri di “Anno Uno” è delinquenziale. Lo è innanzitutto perché non nasce da un fatto di cronaca tale da richiedere immediata reazione giornalistica. Lo è perché montato ad arte: se lo stesso reporter fosse andato a sondare notti di città come la nostra avrebbe trovato le stesse cose, i mali della vita contemporanea. Lo è perché non parla degli sforzi e dei risultati raggiunti grazie alla collaborazione tra istituzioni (Comune, le due Università, Prefettura, Questura, mondo dell’associazionismo diffuso). Lo è perché, ripeto senza fatti recenti, getta una luce cupa su una città che si rialza (vedi i dati della stagione turistica prima parte dell’anno e delle grandi mostre e manifestazioni) proprio quando i genitori decidono a quale Università iscrivere i propri figli. Basta!!! Voglio vedere se qualche irresponsabile oserà utilizzare a fini elettorali questa vigliaccata contro tutta una comunità. Guarda caso con il Sig. Giovanardi proprio tra il primo e il secondo turno della amministrative. Spero che tutti i perugini, non mi importa che cosa voteranno o che cosa hanno votato, difendano la propria città da questi vili e ignobili attacchi. #difendiperugia»

Guasticchi contro Giovanardi Il presidente della Provincia, Marco Vinicio Guasticchi, mette nel mirino, invece, Giovanardi. «E’ intollerabile – dice – che Perugia venga additata come piazza dello spaccio e regno della criminalità. Le esternazioni dell’ex Ministro Carlo Giovanardi, senatore dell’Ncd,  suscitano sconcerto. Invito il senatore Giovanardi a frequentare Perugia e rendersi conto di persona quanto siano esagerate le sue parole – aggiunge Guasticchi -. Una fama immeritata che sconta problemi legati a una microcriminalità che desta clamore proprio perché inserita in un contesto di vivibilità e civiltà propri dell’Umbria e del suo capoluogo. Certo nelle zone calde del Paese, dove si spara costantemente in strada, la presenza di piccoli spacciatori non fa notizia. A Perugia sì. La città ha gli anticorpi per reagire e lo sta dimostrando. Risulta strano che in piena campagna elettorale Giovanardi tiri in ballo Perugia come esempio negativo. Chiedo ai perugini – conclude Guasticchi – uno slancio di orgoglio per difendere la propria onorabilità unendo ogni sforzo intorno al sindaco Boccali che ha già posto nel suo programma iniziative per migliorare ulteriormente la situazione».

Confcommercio: gravissimo Anche dalle forze economiche si stigmatizza il servizio giornalistico. Il presidente della Confcommercio territoriale di Perugia Sergio Mercuri sostiene «come rappresentante del mondo delle imprese, ma anche come privato cittadino il più profondo dissenso rispetto al servizio di AnnoUno, che ha dato della città di Perugia una immagine distorta ad arte, alla base della quale c’era la volontà di dimostrare una tesi precostituita, e di trovare immagini e testimonianze solo in questa direzione. La nostra organizzazione ha sempre sostenuto, anche in modo pressante, che i livelli di sicurezza nel capoluogo andassero rafforzati e chiesto impegno alle istituzioni e alle forze dell’ordine in questa direzione. Ma da questo a rappresentare Perugia come una città perduta ce ne corre enormemente, c’è un abisso. Si tratta di un operazione inaccettabile, perché quello che ha mostrato il servizio si può purtroppo trovare – e sicuramente molto peggio – in qualunque città italiana, piccola, media o grande. E’ gravissimo inoltre – aggiunge Mercuri – che il servizio sia stato a senso unico, senza interlocutori».

Bracalente: «Stereotipo ingeneroso» Per il presidente della Fondazione Perugiassisi 2019 Bruno Bracalente c«Perugia è tutt’altro che una “città persa”, come ha improvvidamente detto l’ex ministro Giovanardi. Al contrario, è una città che sta facendo un grande sforzo collettivo per rilanciarsi come città universitaria, della conoscenza e dei giovani, in particolare con la candidatura a Capitale europea della cultura. Problemi di droga ci sono e non vanno sottovalutati, ma il nuovo stereotipo che ripetuti servizi giornalistici tendono ad accreditare è ingeneroso con la città e dobbiamo fare tutto il possibile per cancellarlo e per ritrovare la storica immagine di Perugia. Uno scatto d’orgoglio collettivo, intensificando l’impegno di tutti per conquistare quell’importante riconoscimento europeo, è la prima risposta da dare»

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4 replies on “Perugia e la droga, il Comune querela ‘AnnoUno’: «Servizio montato ad arte, adesso basta»”

  1. la INNOCENTI ha presentato il servizio dicendo : adesso andiamo a PERUGIA città del
    narcotraffico

  2. Purtroppo ; nonostante questi signori si sentano cosi’ offesi, invece di pensare all’apparenza , dovrebbero pensare alla realtà.
    Avendo frequentato veramente tutte le città d’Italia, e continuando a frequentarle per lavoro, devo ammettere con tristezza che Perugia è veramente la capitale nazionale di 2 cose: LO SPACCIO E LA PROSTITUZIONE
    Fate dei fatti non delle chiacchere da circo, e invece di perdere del tempo a querelare per salvare una misera apparenza fate qualcosa di concreto, oppure magari questo circolo vizioso porta guadagno alla casta dei grandi massoni e alla cosiddetta Perugia bene composta dai vari carrozzoni.

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