Polizia e carabinieri (foto Fabrizi)

di Ivano Porfiri

«Abbiamo risolto tutti i problemi? No di certo. Ma siamo sulla strada giusta». Il sottosegretario agli Interni, Gianpiero Bocci, svela i dati sulla criminalità nel capoluogo umbro in occasione della presentazione di un protocollo d’intesa tra Comune e Prefettura – insieme al sindaco Andrea Romizi, al prefetto Antonella De Miro e ai vertici delle forze dell’ordine – che fa di Perugia una sorta di «laboratorio contro le infiltrazioni criminali»..

I numeri «Insieme, senza colore politico – ha esordito Bocci – stiamo lavorando per il bene della città di Perugia. Un lavoro quotidiano che va avanti da molti mesi e che sta dando i suoi risultati». Il trend dei reati nel 2014, confermato nei primi due mesi del 2015, secondo il sottosegretario, è di una diminuzione dell’11,8% complessivo. Scendendo nello specifico, -9,1% dei reati inerenti gli stupefacenti. «Anche i furti, reato odioso e che crea forte allarme sociale, sono scesi – ha sottolineato il sottosegretario – del 16,9% quelli in abitazione, del 28,4% quelli di automobili, del 18,1% gli scippi». Le rapine in banca nel 2014 sono passate da 10 a 2 in un anno e quelle in pubblica via ai danni di donne e anziani sono calate del 40%. «Perugia – ha affermato Bocci – sta tornando una città dove vivere sicuri e per questo un grande ringraziamento va alle forze dell’ordine e al prefetto».

Romizi: «Ognuno faccia il suo» Il sindaco ha accolto positivamente i dati, ma ha invitato ad «andare oltre». «Grazie alle forze di polizia per il loro lavoro – ha detto – ma il Comune e i cittadini devono fare la propria parte. Devono sapere che occupando gli spazi, rendendo i quartieri più puliti e più ordinati si dà un contributo alla sicurezza».

Prefetto: «Andare avanti» Il prefetto De Miro ha esortato a «continuare la battaglia per la sicurezza. Serve un impegno sempre più intenso – ha aggiunto – per contrastare le infiltrazioni criminali, che ormai non conoscono confini geografici».

No allarme terrorismo Il sottosegretario, infine, ha voluto rassicurare su possibili allarmi terroristici in Umbria, anche alla luce della recente escalation in Libia. «Non ci sono ragioni particolari per essere preoccupati – ha sostenuto – non abbiamo piani speciali, se non quello nazionale. Il paese si è dotato di un sistema di controllo e la situazione è ampiamente sotto controllo delle forze dell’ordine».