Un momento della cerimonia d'inaugurazione

di Francesca Marruco

«Un incremento delle attività criminali da parte di gruppi stranieri nel settore del narcotraffico, del favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e della tratta di esseri umani finalizzata alla prostituzione» si è verificato nell’ultimo anno nel territorio di competenza della procura della Repubblica di Perugia. Dalla relazione esposta dal procuratore generale facente funzioni Giancarlo Costagliola sabato mattina a Perugia durante la cerimonia di inaugurazione dell’anno giudiziario della Corte d’appello, emerge inoltre «l’esistenza di insediamenti di gruppi criminali di stampo mafioso e di gruppi criminali extracomunitari e una maggiore capacità criminale di gruppi locali e ciò anche in forza di interconnessioni tra gruppi di matrice diversa».

Allarmante Viene definito «allarmante» poi «il dato relativo al numero di denunce che riguardano gli stranieri per reati connessi al traffico di stupefacenti e che, in rapporto alla popolazione residente, vede l’Umbria al primo posto in Italia». Nella relazione si segnala inoltre la presenza di «soggetti collegati a cosche della ‘Ndrangheta che risiedono nella regione per allontanarsi dalle faide attive in Calabria o per riciclare capitali illeciti». Particolare rilievo viene dato «all’incremento del fenomeno del traffico di stupefacenti» dovuto, secondo questa analisi anche, 1al basso prezzo delle sostanze stupefacenti dovuto alla presenza sul territorio di un’offerta elevata e proveniente da gruppi in concorrenza tra loro».

Prescrizione Il sostituto procuratore generale Giancarlo Costagliola, ha poi parlato della prescrizione sostenendo che: «Bisognerebbe seguire l’esempio dell’Europa e congelare i termini di prescrizione nel momento del rinvio a giudizio, per impedire lo scandalo di una giustizia penale che finisce col garantire l’impunità di chi si può permettere costosi collegi di difesa». «Secondo l’opinione comune di giudici e giuristi – ha detto il magistrato – la vera zavorra del nostro sistema penale è la prescrizione che invoglia tutti gli utenti, in particolar modo gli imputati colpevoli, a tentare di far trascorrere il tempo necessario. La prescrizione è responsabile in un solo anno dell’estinzione di 160 mila processi. Assistiamo passivi e rassegnati – ha concluso Costagliola – ad un incredibile spreco di risorse materiali ed umane che genera la frustrazione delle vittime e della magistratura giudicante».

ANM: Carenze personale e informazione adeguata E’ stato invece il sostituto procuratore Mario Formisano dell’Associazione Nazionale Magistrati a parlare di altri ‘mali’ della giustizia umbra: a partire dallo scoperto dell’organico del personale amministrativo che«oltrepassa il 40%». «Diviene molto arduo in queste condizioni assicurare un servizio rapido ed efficiente. L’età media dei dipendenti – ha detto il magistrato – oltrepassa i 50 anni, e nei nostri uffici è considerato un neoassunto. Invece i nostri collaboratori sono esausti: ed esausto è molto più che stanco». Il magistrato ha poi tenuto a sottolineare «con preoccupazione», «la superficialità con cui alcune vicende giudiziarie sono trattate da alcuni organi di informazione online: chi vuole divulgare informazioni riguardanti lo svolgimento dei processi – ha spiegato – deve avere una conoscenza adeguata e fornire una comunicazione efficace e corretta, senza il palese intento di suscitare nell’opinione pubblica sfiducia verso la magistratura», che «ha il più alto livello di produttività nel settore civile e penale».

Federmot Il giudice Loretta Internò, in rappresentanza dei magistrati onorari, ha poi sottolineato le criticità insopportabili che affliggono gli onorari. Prima fra tutti quella della «precarietà» della loro situazione. «Nata per durare non più di 5 anni nel 2004 – ha spiegato Internò – la magistratura onoraria oggi è una realtà di 3.800 tra giudici e pubblici ministeri che governano il 35-40 % del contenzioso civile e penale. Avremmo pertanto valide ragioni per sostenere che tale categoria si è affermata come irrinunciabile e insostituibile. Purtroppo il legislatore continua a negare tale realtà proponendo una riforma che ribadisce la natura temporanea e quindi precaria della figura, seppure per atri 3 quadrienni». «La Costituzione,il diritto Europeo, consentono forse che la tutela dei diritti sia esercitata da chi non ha diritto alcuno al riconoscimento della propria funzione?».

 

Daniele Bovi Nato nel 1981, ha iniziato il suo lavoro di giornalista al Giornale dell’Umbria e La Voce di Perugia per poi passare, nel 2008, alla redazione di Umbrialeft prima di fondare due anni più tardi Umbria24 dove si occupa principalmente di temi legati all’attualità, alla politica e all’economia. Nel 2016 ha pubblicato «Tutta colpa di Boccali?», libro intervista all’ex sindaco di Perugia.

One reply on “Perugia, Costagliola: «Droga, immigrazione e tratta, c’è aumento dell’attività di gruppi stranieri»”

  1. invece di chiacchierare, criticare ecc. perché chi deve intervenire non lo fa?????cambiare leggi,disposizioni cavilli ecc.

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