di Daniele Bovi
L’incubo di un nuovo bando senza alcun offerta è stato allontanato. Martedì alle 13, dopo il lungo ponte del Primo maggio, sono scaduti i termini per presentare i progetti relativi alla riqualificazione del Mercato coperto di Perugia. Al netto di possibili faldoni presentati sul fotofinish, sulle scrivanie di Palazzo dei Priori alle 12 era stata depositata una sola offerta, quella della quale si discute in città da alcune settimane.
La cordata A presentarla sono state diverse realtà del mondo economico come Federalberghi, Confcommercio Umbria, Cna, Coldiretti più alcuni imprenditori i cui nomi per ora vengono tenuti coperti. I settori in cui operano questi ultimi non sono direttamente collegati, come si potrebbe supporre, a settori come l’agroalimentare o l’intrattenimento bensì alla meccanica, alla consulenza finanziaria e non solo.
Il cioccolato Al progetto si sta lavorando da diverso tempo. Se il jazz e il cioccolato sono due delle peculiarità che caratterizzano il capoluogo umbro, l’obiettivo è quello di valorizzare il secondo. Al centro del “nuovo” Mercato coperto quindi ci sarà proprio il cioccolato (tanto che la società si chiama «Destinazione cioccolato»), ma nella compagine non c’è e non ci sarà Eugenio Guarducci. Il patron di Eurochocolate già da diverso tempo si è tirato fuori spiegando che la strada del bando per lui non era percorribile; difficile però pensare a un progetto sul cioccolato che non coinvolga in qualche modo Eurochocolate, e infatti stando a quanto trapela dalla cordata le porte per Guarducci rimarranno più che aperte per una possibile collaborazione.
Il bando In attesa di capire meglio i contorni del progetto (giovedì alle 12 è in programma l’apertura delle buste), alcuni punti fermi si possono mettere. Dopo il naufragio della prima cordata (in cui erano coinvolti alcuni dei soggetti presenti anche nella seconda), il Comune nel nuovo bando ha fissato un tempo di affidamento molto più lungo e maggiore libertà nell’impostazione del progetto. Il Mercato sarà affidato per 30 anni e non più per nove (periodo rinnovabile per altri nove), un lasso di tempo giudicato più congruo. Quanto alle funzioni, ci si muoverà ovviamente sempre nella cornice di quanto previsto dal Piano regolatore e degli obiettivi per i quali Regione e Fondazione Perugia avevano assegnato nel 2014 le risorse per la ristrutturazione (oltre sei milioni di euro): il faro deve essere la valorizzazione del centro e delle identità cittadine, senza cozzare con le realtà già presenti.
I costi Per i 2.820 metri quadri lordi, dei quali 1.879 sono quelli commercialmente utili, il Comune ha previsto un investimento a carico del gestore di 1,930 milioni di euro per lavori di completamento, che riguardano ad esempio i riscaldamenti, l’aria condizionata, i bagni e altro ancora, compresa la copertura degli ormai famigerati fasci littori. Investimento che potrà essere scomputato dal canone che dovrà essere pagato dal gestore, stimato in 220 mila euro all’anno.
La vecchia cordata La «Nuovo Mercato coperto», ovvero la precedente cordata, si era ritirata il 12 agosto scorso dopo che il Comune aveva chiesto più garanzie riguardo alla sostenibilità economica dell’operazione, più dettagli sul progetto gestionale e una più puntuale definizione dei lavori che riguardano le opere edilizie e impiantistiche. Tra le ragioni principali del ritiro la durata dell’affidamento, giudicata troppo breve per far quadrare i conti. Il 41 per cento della società era nelle mani di Fondamenti impresa sociale, mentre il 38 per cento in quelle di Roberto Leonardi, che era presidente del cda; quote del 3 per cento invece appartenevano ad Antonio Boco, Farchioni, Bpe cioccolato, Il collino di Todi, Confcooperative, Coldiretti e Confcommercio.
