Silenzio-rifiuto. Va letta così la mancanza di risposta da parte del Comune di Perugia all’associazione Omphalos in merito alla richiesta del patrocinio per una serie di iniziative. In particolare, per la giornata internazionale contro l’omofobia in programma il 17 maggio e per la celebrazione dei 25 anni dell’associazione da celebrare con un concerto e un torneo di pallavolo. A spiegarlo è stato l’assessore Francesco Calabrese, rispondendo a due interrogazioni in consiglio comunale, presentate da Cristina Rosetti del M5s e da Tommaso Bori e Sarah Bistocchi del Pd.
I motivi Calabrese ha fatto notare che il patrocinio «non corrisponde ad un’adesione di merito nei confronti di un’iniziativa, bensì rappresenta il mero riconoscimento della rilevanza cittadina di un evento. Orbene – ha aggiunto – non vi è dubbio alcuno che le iniziative organizzate negli anni da Omphalos abbiano assunto quella rilevanza, tanto è vero che più volte l’attuale Amministrazione ha concesso il patrocinio richiesto, ritenendo che il Comune sia la casa di tutti. Tuttavia – ha continuato l’assessore – un anno fa è avvenuto un grave episodio che non può essere banalizzato, in quanto come è dovuto il rispetto per le persone indipendentemente dall’orientamento sessuale, parimenti è dovuto il rispetto per il loro credo religioso. Purtroppo quando Omphalos ha promosso con un certo clamore l’evento al Frontone nel 2017 ha utilizzato in maniera offensiva un’icona sacra per una larga parte della popolazione (il caso del manifesto con una Drag Queen che appare vestita come una Madonna, ndr). Il sindaco – ha spiegato Calabrese – ha preso atto di ciò ed ha chiesto pubblicamente all’associazione di fare un passo indietro, cancellando quell’immagine offensiva per molti. Di fronte al rifiuto da parte di Omphalos si è creata una sorta di spaccatura con ampia parte della città che ancora oggi non è stata ricucita. E’ per queste ragioni che si è deciso di non patrocinare altri eventi di Omphalos, ossia per mettere la città al riparo da iniziative volutamente provocatorie ed offensive del credo di molti».
M5s e Pd: «Discriminazione» Rosetti, in replica, ha parlato di «volontà punitiva nei confronti di Omphalos» e di «evidente discriminazione nei confronti di chi è ritenuto diverso». Bori e Bistocchi, invece, hanno precisato che «evidentemente la giornata contro l’omofobia non è considerata rilevante per l’Amministrazione».
Omphalos: «Battaglie continuano» Il presidente di Omphalos, Stefano Bucaioni, su Facebook commenta: «Ieri, per bocca dell’assessore Francesco Calabrese, abbiamo appreso che il sindaco Andrea Romizi e la Giunta comunale hanno messo Omphalos Lgbti in punizione a tempo indeterminato. Se questo è il prezzo da pagare per le nostre battaglie, che sono tra l’altro costate la faccia a questa amministrazione sul caso del piccolo Joan, allora pazienza e avanti così. Continueremo le nostre battaglie anche da dietro la lavagna».
