La sala dei Notari

di Daniele Bovi

Organizzare qualche evento alla sala dei Notari e alla sala della Vaccara da oggi in poi costerà un po’ di più. Con l’approvazione delle nuove tariffe da parte della giunta comunale infatti, i prezzi di quelle che sono di fatto le due sale più usate della città sono stati aumentati. In tempi di vacche magre, anzi magrissime, nulla va lasciato al caso. E così affittare la Notari dalle 8 alle 20 non costerà più 500 euro bensì 550, mentre per mezza giornata (dalle 8 alle 14 o dalle 14 alle 20) la tariffa sale da 250 a 300 euro. Sempre più spesso poi quella che è la sala più bella della città viene usata in orario serale dai vari eventi che si succedono nel corso dell’anno e così il prezzo, dalle 20 alle 24, raddoppia: da 200 a 400 euro.

I prezzi Invariato invece il deposito cauzionale, fermo a 800 euro. Per quanto riguarda la sala della Vaccara invece un’intera giornata costerà non più 160 euro ma 200, mezza giornata 130 invece che 110 mentre dalle 20 a mezzanotte il prezzo sarà di 150 euro e non più 110. Cambio del tariffario anche per la sala Sant’Anna: per chi vorrà usufruirne in orario serale il costo sale dai 150 ai 200 euro. Relativamente a tutte le altre strutture invece, così come per quanto riguarda le tariffe per mense scolastiche, trasporti e così via, il quadro come stabilito dalla giunta giorni fa rimane invariato.

Matrimoni Rimanendo in tema di strutture, la giunta nei giorni scorsi ha deciso anche di inserire la biblioteca di San Matteo degli Armeni tra le location che sarà possibile affittare per la celebrazione dei matrimoni civili. In più palazzo dei Priori ha prorogato, fino alla fine del 2015, i rapporti con i proprietari delle dimore storiche e delle residenze di pregio che hanno deciso di aderire a «Sposi a Perugia». Grazie a questo progetto, nato anni fa, Comune, Sase, Minimetrò e Umbria mobilità uniscono le forze per offrire una serie di servizi a chi decide di pronunciare il fatidico sì a Perugia. Una serie di strutture private nel corso degli anni poi si sono accreditate per offrire alle coppie ancora più possibilità di scelta rispetto al luogo.

La stretta Dal primo gennaio 2016 però, data entro la quale verrà emesso un nuovo bando da parte del Comune, le regole per far parte del club saranno più stringenti. L’avviso sarà rivolto agli attuali proprietari e ad altri che vorranno entrare nell’elenco, ma stavolta come criterio per valutare le richieste si userà la definizione di bene culturale contenuta nel Codice: «Sono beni culturali – è scritto – le cose mobili ed immobili appartenenti allo Stato, alle regioni, agli altri enti pubblici territoriali, nonché ad ogni altro ente e istituto pubblico, e a persone giuridiche private senza scopo di lucro, che presentano interesse artistico, storico archeologico o etnoantropologico». Se una struttura non rientra in questa categoria non otterrà l’ok della Soprintendenza e quindi verrà cancellata dall’elenco. Nelle prossime settimane poi il Comune valuterà con Sase e con tutti gli altri partner i risultati raggiunti e insieme stabiliranno se l’accordo ha bisogno o meno di un restyling.

Twitter @DanieleBovi