Le visuali frontali e laterali del collegio

di Antioco Fois

Il Comune sconfessa la variante urbanistica per il collegio a San Bevignate e sollecita lo stop formale al cantiere. Il Consiglio comunale ha piantato un ulteriore paletto alla costruzione della residenza universitaria in via Dal Pozzo, esprimendo forti perplessità sulla legittimità dell’iter formale che ha portato il progetto in stato avanzato, fino all’aggiudicazione dell’appalto da 11,7 milioni di euro e all’approntamento del cantiere proprio a pochi passi dal complesso templare.

IL PROGETTO E LA VICENDA

Inno alla perplessità Lunedì, in serata, l’assemblea cittadina ha votato all’unanimità una risoluzione, già approvata in commissione Controllo e garanzia, che è un inno alla perplessità. Nelle poche, ma pesantissime dal punto ti vista dei contenuti, righe nel documento si esprime «forte perplessità in ordine alla legittimità stessa dell’insieme degli atti adottati». A partire dalla variante al piano regolatore, che a luglio 2007 ha trasformato in edificabile il terreno della Regione allo scopo di ospitare la residenza studentesca dell’Agenzia regionale per il diritto allo studio (Adisu). Non la variante in sé, ma gli atti preliminari sarebbero alla base del peccato originale del progetto, come l’assenza di un «originario accordo di programma» tra Regione, Ateneo e Comune per dare il via a tutto l’iter, iniziato con un protocollo di intesa, considerato, un atto per esprimere un intenti comune ma non per impegnarsi formalmente ad avviare un’operazione edilizia di quella portata.

Le lacune L’intesa formale, per l’assemblea cittadina, manca anche ai sensi della legge regionale 1 del 2004, utilizzata dalla Regione come corsi preferenziale per approvare la costruzione dell’opera pubblica, bipassando di fatto il Comune. Se non bastasse, il Comune cita anche l’autorizzazione paesaggistica, tuttora al centro di una disputa tra Regione e Soprintendenza. Per quest’ultima scaduta il 4 marzo, per gli uffici regionali, invece, in corso di validità perché rinnovata grazie al Decreto del fare. Il mandato del Consiglio rimane quello di riconsiderare «i presupposti che hanno determinato l’approvazione della variante al piano regolatore», con la possibilità di prevedere il «blocco delle attività preliminari all’avvio dei lavori di cantiere», al fine di trovare un’alternativa al progetto che le associazioni cittadine, e non solo, hanno definito «uno scempio».

Daniele Bovi Nato nel 1981, ha iniziato il suo lavoro di giornalista al Giornale dell’Umbria e La Voce di Perugia per poi passare, nel 2008, alla redazione di Umbrialeft prima di fondare due anni più tardi Umbria24 dove si occupa principalmente di temi legati all’attualità, alla politica e all’economia. Nel 2016 ha pubblicato «Tutta colpa di Boccali?», libro intervista all’ex sindaco di Perugia.