Il Turreno (foto F.Troccoli)

«Un piano complessivo di riqualificazione che non si occupi di una struttura per volta singolarmente, ma riorganizzi in maniera organica le grandi superfici private inutilizzate nel centro storico». È quanto chiede con un ordine del giorno alla giunta comunale il consigliere pd Tommaso Bori che, come esempi, cita quelli dei locali ex Standa e Coin, quelli del fu Cinema Lilli e del Turreno. Strutture «entrate in disuso da anni, in alcuni casi da decenni, senza alcun progetto che – scrive – preveda un futuro re-impiego o nuova destinazione d’uso, la loro riqualificazione o un ipotetico riutilizzo sia nel breve che nel lungo periodo».

Viviblità e sicurezza Questo lavoro che, secondo Bori, andrebbe fatto di concerto con i proprietari delle varie strutture sarebbe fondamentale perché «la vivibilità e la sicurezza di una città sono legate a doppio filo alla sua vitalità in campo sociale e culturale. Per questo – dice – grandi superfici come quelle sopracitate rappresentano prima di tutto un’occasione persa per poter vivere spazi urbani nel centro storico e fruire di iniziative, eventi e manifestazioni. Inoltre offrono ampie aree non vissute nel centro storico che rappresentano terreno fertile per la micro-criminalità».

Daniele Bovi Nato nel 1981, ha iniziato il suo lavoro di giornalista al Giornale dell’Umbria e La Voce di Perugia per poi passare, nel 2008, alla redazione di Umbrialeft prima di fondare due anni più tardi Umbria24 dove si occupa principalmente di temi legati all’attualità, alla politica e all’economia. Nel 2016 ha pubblicato «Tutta colpa di Boccali?», libro intervista all’ex sindaco di Perugia.