L'istrice di piazza Raffaello finito in gabbia

di Iv. Por.

In trappola come Gheddafi nello stesso giorno di Gheddafi. Ha finito di scorrazzare per il centro di Perugia cadendo inerme in un tombino, l’istrice dall’animo «bohemien» di piazza Raffaello. Aveva fatto impazzire chi gli dava la caccia da giorni, ma non certo gli abitanti del centro di Perugia, che lo nutrivano affettuosamente. Ora è in un centro sì, ma della Provincia, in attesa di recuperare la sua libertà.

La mascotte Era diventato la mascotte di piazza Raffaello e zone limitrofe. I ragazzi dell’Immaginario Festival, che lì hanno la sede, davano quotidiani aggiornamenti su Facebook sulle sue scorribande. Fino alla cattura. L’istrice, un maschio secondo gli esperti, chissà come finito nell’acropoli, tra macchine e spacciatori, tra studenti e turisti, ha finito di vagare libero sì, ma anche possibile preda di tanti pericoli. Il «commando» messo in piedi dal Servizio gestione faunistica della Provincia che lo braccava da giorni alla fine lo ha catturato. Un’operazione simile a quella che portò alla cattura della sfuggente tartaruga «Trachemys scripta scripta» divenuta ingombrante nel claustrofobico laghetto di Pian di Massiano, nel settembre 2010. Prima, però, è stato necessario chiedere, con procedura d’urgenza, l’autorizzazione dell’Ispra (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) e del ministero dell’Ambiente.

L’astuto piano Alla fine quindi l’hanno avuta vinta gli uomini, anche se c’è voluta tutta la loro astuzia e un pizzico d’inganno, per aver ragione dell’astuto animaletto con gli aculei e il cervello aguzzo. «Ottenuto il nulla osta – si legge in un comunicato – i tecnici dell’Ente hanno predisposto una gabbia per la cattura dell’animale, nel frattempo finito dentro un tombino. I tecnici sono riusciti, con l’aiuto di esche, solo questa mattina (giovedì, ndr) a catturare il piccolo animale il quale è stato trasportato a Umbertide, presso il Centro di recupero di Torre Certalta della Provincia, e collocato in un recinto per consentire il processo di riambientamento».

Addio all’acropoli L’animale, infatti, sarà presto liberato in ambiente naturale e, per questo, deve essere riadattato alla sua vita libera. E’ vero, non potrà più contare sull’amorevole protezione degli abitanti del centro storico di Perugia, che lo hanno trattato molto bene, «viste le ottime condizioni – giurano i veterinari – in cui è stato trovato il giovane istrice». Tornerà invece a vivere nel bosco, memore dell’esperienza cittadina. Chissà se anche lui dicendo con aria di sufficienza ai suoi simili che, in fondo, il centro di Perugia non è più quello di una volta.

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