Il carcere perugino di Capanne (Foto Fabrizio Troccoli)

«Il carcere non deve far paura al cittadino, se davvero vogliamo assolvere il principale compito che resta quello di non ghettizzare chi ha perduto il bene più prezioso, la libertà, abbiamo l’obbligo di inserire il detenuto nel tessuto sociale della società produttiva, di accorciare le distanze tra chi deve scontare una pena e chi non può voltare la testa da un’altra parte».

L’iniziativa Lo ha detto il comandante della polizia carceraria di Perugia Fulvio Brillo domenica 25 maggio, in occasione delle iniziative organizzate all’interno della struttura a cui hanno partecipato famiglie di agenti e cittadini, tra cui un torneo di calcetto con rappresentanze di militari e civili che operano all’interno della struttura, una visita guidata alle sezioni maschili e femminili e l’esibizione di cani della polizia in applaudite esercitazioni. Gran finale in musica con un concerto con la banda Lo Smeraldo di Pietrafitta.

Detenuti e aziende: i fondi europei La giornata è stata anticipata dalla cerimonia istituzionale di venerdi mattina della polizia penitenziaria, con gli interventi della direttrice del carcere di Capanne Bernardina di Mario, che ha confermato come le piccole aziende locali possono usufruire dei finanziamenti europei per l’inserimento produttivo di detenuti che operano fuori dal carcere in attività artigianali e commerciali.

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