di Daniele Bovi
La domanda è circolata in città per molto tempo: come verrà speso dal Comune il milione di euro stanziato dal ministero dei Beni culturali a favore di Perugia Capitale italiana della cultura 2015, titolo che divide insieme Ravenna, Lecce, Cagliari e Siena, ovvero le città sconfitte da Matera? Sul punto, a maggio, era stato lanciato anche un appello da parte di Alessandro Riccini Ricci, direttore artistico dell’IMMaginario festival che a palazzo dei Priori chiedeva un bando per una gestione trasparente delle risorse. Il velo sui progetti di palazzo dei Priori, che nel 2014 si era impegnato per una condivisione massima dei progetti con i cittadini, si è alzato giorni fa in una delle ultime sedute di giunta, quando in un’informativa sono state messe nero su bianco tutte le iniziative e i progetti con le relative cifre. Le risorse ufficialmente sono state assegnate a marzo: 200 mila euro di fondi Cipe e i restanti 800 mila dal ministero che ha chiesto alle città di predisporre delle schede progettuali indicando un elenco di eventi da realizzare nel 2015, per un totale di 200 mila euro, e un altro, massimo 600 mila euro, relativo alle infrastrutture.
Dalla memoria al futuro Le schede sono state inviate da palazzo dei Priori ad aprile e prevedono eventi nel 2015 per 200 mila euro, infrastrutture per 440 mila euro e altri eventi per 360 mila euro. Perlopiù si tratta di uno sviluppo di temi e attività previsti all’interno del dossier di candidatura Perugia 2019 accanto al cui slogan, «Seminare il cambiamento», la giunta attuale ha aggiunto «dalla memoria al futuro», con ciò sottolineando la necessità di mettere maggiormente in risalto le radici storiche della città. I macro ambiti pensati dall’attuale amministrazione riguardano la documentazione (ad esempio l’utilizzo di tecnologia multimediale nei luoghi di interesse storico-artistico), la valorizzazione dei siti monumentali, il «consolidamento del legame tra centro storico e periferia», le mostre di arte moderna, contemporanea e fotografiche, gli spettacoli, il «territorio come valore artistico ponendo l’attenzione alla figura di San Francesco» e la comunicazione.
I progetti Partendo dal pacchetto di 800 mila euro, che deve prevedere infrastrutture per non meno di 200 mila euro, 150 mila euro (100 mila per infrastrutture e 50 mila per eventi) serviranno per il Museo del Medioevo, 30 mila per opere infrastrutturali ed eventi relative a rappresentazioni storiche all’interno della Rocca Paolina, altrettanti per un «Museo diffuso degli strumenti musicali», idem per una mostra sulla Grande guerra e 15 mila per strumenti multimediali all’interno della Rocca Paolina. Nella strategia pensata dalla giunta diventa centrale la biblioteca Augusta, che deve «diventare, da principale conservatrice delle documentazioni riguardanti storia e cultura della città, la migliore divulgatrice delle stesse»: 20 mila euro per opere infrastrutturali e 30 mila per eventi sono quindi stanziati per «L’Augusta è Perusia».
Community drama Un altro capitolo, intitolato «Community Drama», si riferisce probabilmente alla rievocazione storica che dovrebbe vedere la luce nel 2016: «Molti paesi umbri – è scritto nell’informativa – ospitano importanti feste popolari radicate nelle comunità locali che rievocano modi di vita, usi e costumi che hanno contribuito a definire e mantenere l’immagine e l’identità regionale». Il tutto viene finanziato con 30 mila euro per le infrastrutture e 40 mila per gli eventi. Centomila euro invece andranno al teatro Pavone e in particolare a nuove tecnologie per gli allestimenti scenografici, dall’opera al teatro d’avanguardia; 15 mila euro poi sono stanziati a favore della fruizione e dell’accessibilità del pozzo etrusco. Quanto all’arte moderna e contemporanea, 50 mila euro sono previsti per una mostra su Gerardo Dottori, 20 mila per una su Brajo Fuso e contemporanei, 110 mila per quella sulla collezione Panza (già aperta da settimane) e 30 mila per mostre fotografiche.
San Francesco Sotto la voce «Contaminazione tra le arti» compaiono invece 20 mila euro per una rassegna di danza contemporanea nei luoghi d’arte e 50 mila per concerti sempre nei suddetti luoghi d’arte. Trentamila euro infine serviranno per la comunicazione. Quanto al pacchetto di iniziative da 200 mila euro, con 50 mila euro si valorizzeranno i monumenti attraverso luci d’artista mentre in tutto 40 mila euro saranno destinati a «teatro in piazza» e «musica d’autore». Un capitolo importante poi (60 mila euro) riguarda l’idea di mettere in scena, «in spazi en plen air tra Perugia e Assisi e con protagonisti e orchestre della giovane musica europea», il San Francesco d’Assisi di Olivier Messiaen, opera che impegnò il compositore francese tra il 1975 e il 1983. Da ultimo, 50 mila euro ci sono per il Forum delle associazioni giovanili dell’Umbria, che stanno lavorando alla candidatura di Perugia a capitale europea dei giovani 2018. E per quelle iniziative più orientate «verso le generazioni più giovani», nell’informativa si promette un «momento di analisi, confronto e progettualità attraverso azioni condivise».
Twitter @DanieleBovi
