Bassetti insieme ai giornalisti

Nel giorno della festa del santo patrono degli operatori dei mass media, Francesco di Sales, domenica a Perugia è stato celebrato il Giubileo dei giornalisti. L’evento, promosso dall’Ufficio diocesano per le comunicazioni sociali, ha richiamato un nutrito numero di operatori con le loro famiglie, iniziato nella chiesa di Santo Stefano e culminato nella cattedrale di San Lorenzo con ingresso dalla Porta Santa. Ad accogliere i giornalisti a Santo Stefano c’era il cardinale Gualtiero Bassetti con il suo ausiliare, monsignor Paolo Giulietti e il direttore dell’Ufficio per le comunicazioni sociali Maria Rita Valli. Tra i presenti Roberto Conticelli, direttore de La Nazione Umbria e presidente dell’Ordine dei giornalisti dell’Umbria, e Domenico Piano, presidente della sezione umbra dell’Unione stampa cattolica italiana (Ucsi). Il cardinale ha offerto la sua riflessione prendendo spunto dalle letture della liturgia di domenica scorsa, che hanno posta l’attenzione «sull’importanza della “parola”, specialmente – per i credenti – della Parola con la maiuscola: la Parola di Dio. Come a dire – ha evidenziato il porporato –, la Parola eterna di Dio e le sue promesse oggi si sono compiute in una persona. La Parola si è realizza; è divenuta carne. Ma i suoi, ci dirà in seguito l’evangelista Luca, non accolsero affatto questa dichiarazione divina di Gesù, anzi si infuriarono e cercarono di ucciderlo, gettandolo giù da una rupe. Da questi brani della sacra scrittura ricaviamo due parole che sono alla base di ogni esperienza di vita umana, di ogni professione, specie di quella del giornalista, di colui che ha a che fare con “la parola”. I due termini, molto importanti, sono: libertà e responsabilità. La libertà ci permette di ascoltare, di conoscere tutto ciò che vogliamo. La libertà è essenziale per la vita di ognuno di noi, in particolar modo per quella di un giornalista, che deve poter conoscere i fatti così come sono realmente avvenuti. La responsabilità sta nel trasmettere, riferire agli altri, quanto si è conosciuto, ma nella verità, senza distorsioni o interpretazioni arbitrarie. Fedeltà e rispetto della “parola” in tutto il suo significato profondo è il compito di tutti noi».

Bassetti Il presule si è anche soffermato su un’espressione di papa Paolo VI, sempre attuale per gli operatori dei media di oggi: «“Parlare a giornalisti! c’è di che tremare: i giornalisti sono i professionisti della parola, sono gli esperti, gli artisti, i profeti della parola. Parlare a giornalisti! C’è di che temere: essi sono pronti ed abilissimi a carpire una parola, un’allusione, una frase, e a trovarvi dentro cento significati; e ad attribuirvi quello che essi vogliono”. È un elogio e un rimprovero allo stesso tempo. Paolo VI utilizza parole bellissime per descrive la professione o missione del giornalista. Egli è un esperto, un artista, addirittura, un profeta della “parola”, ma, se non c’è responsabilità, si può diventare, manovratori della “parola”, facendole perdere il senso originario e la profonda verità». Ovviamente nelle parole del cardinale non è mancato un riferimento a quei giornalisti, come quelli del Giornale dell’Umbria e dell’Agi, che hanno perso il posto di lavoro o che rischiano di perderlo. «In questa giornata di fraterno incontro – ha detto Bassetti –, il nostro dialogo non sarebbe sincero e completo se non trovassimo le parole e i gesti per essere vicini a quei fratelli, alcuni dei quali presenti, che in questi giorni rischiano il posto di lavoro, per la chiusura di uno dei principali quotidiani locali. Ad essi, oltre alla nostra fraterna solidarietà, va anche l’assicurazione di un impegno concreto perché la loro situazione lavorativa, che coinvolge tante famiglie, non rimanga un fatto isolato ma coinvolga e interroghi l’intera comunità regionale. Ecco allora che comunicazione e misericordia possono produrre un incontro fecondo, capace di portare alla ribalta situazioni di dolore e sofferenza. Per comunicare la misericordia bisogna camminarci dentro, farne l’esperienza concreta».

Conticelli Portando il saluto dei giornalisti umbri, il presidente dell’Ordine regionale Roberto Conticelli ha ringraziato il cardinale Bassetti per le sue parole di incoraggiamento e stimolo. «Sono parole che ci toccano – ha commentato Conticelli –, come anche il riferimento ai colleghi del Giornale dell’Umbria, ma anche di un’altra realtà in crisi come l’Agi. Confidiamo e speriamo, con il coinvolgimento delle istituzioni, in una risoluzione del problema che il mondo dei media sta attraversando anche nella nostra regione. Abbiamo la necessità di essere confortati anche dalle istituzioni ecclesiali, che ci sono sempre molto vicine. E per questa vicinanza ringrazio il cardinale Bassetti, che rappresenta la Chiesa umbra in qualità di presidente della Ceu, anche a nome di un collega che ha dato tanto al nostro Ordine, Dante Ciliani, che ci ha lasciati pochi mesi fa».

Bacchetta «Gratitudine, vicinanza e solidarietà a tutti i giornalisti, operatori dell’informazione e loro famiglie» è arrivato anche da parte del sindaco di Città di Castello Luciano Bacchetta: «In questo momento di profonda evoluzione e trasformazione del settore dell’editoria – ha detto – attraversato purtroppo anche da crisi e vertenze locali e nazionali che rischiano di mettere in discussione posti di lavoro, si rischia di depotenziare professionalità ed impoverire la democrazia e i diritti sanciti dalla Costituzione». «L’impegno – ha aggiunto – che stanno portando avanti ordine professionale e di categoria, assieme a sindacati e istituzioni come la Regione per monitorare costantemente il settore dell’editoria in tutte le sue diramazioni e attività per tutelare e preservare posti di lavoro, prospettive e crescita rappresenta senza dubbio un punto di partenza per coinvolgere tutti i soggetti pubblici e privati che a vari livelli e nel rispetto delle competenze e prerogative, potranno dare il proprio contributo per garantire a questo importante comparto un futuro migliore. Nel ribadire la vicinanza delle istituzioni a tutti i giornalisti ed operatori dei mezzi di comunicazione per il prezioso lavoro che svolgono un pensiero ed un messaggio di affetto particolare, proprio nel giorno del patrono della categoria, va inevitabilmente a due giornalisti tifernati, Fabio Pelosi ed Enzo Rossi, entrambi dipendenti comunali, recentemente scomparsi, che hanno rappresentato per la città e la comunità altotiberina e non solo, due punti di riferimento professionali ed umani di cui si sente la mancanza e apporto quotidiano».

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