Una mensa scolastica. Foto generica archivio

di D.B.

Il giorno dopo l’aggiudicazione (provvisoria) dell’appalto al Rti che si occuperà di acquistare, cucinare e servire il cibo in molte scuole del Comune, a tenere banco sono le cifre della gara. Conti alla mano, secondo i genitori e i Radicali di Perugia alla fine palazzo dei Priori sborserà qualcosa in più rispetto agli anni precedenti, quando dell’acquisto del cibo si occupavano le associazioni dei genitori. In tutto, stando ai calcoli, il Comune spenderebbe 3 milioni e 830 mila euro contro i 3 milioni e 760 mila del precedente anno scolastico. Numeri non veri secondo l’amministrazione che giovedì, in una nota, spiega che «le cifre riportate dalla stampa e sui social in questi giorni, subito dopo l’apertura delle buste, non corrispondono alla realtà, in quanto da settembre il Comune non pagherà più il costo del pasto a bambino iscritto alla mensa, bensì il solo costo del pasto consumato».

L’ESITO DELLA GARA

Risparmi? In realtà per capire se l’appalto garantirà o meno un risparmio, che è una delle motivazioni usate dall’amministrazione a sostegno del cambio di sistema, bisognerà aspettare il prossimo anno. I 3,7 milioni di euro dell’appalto (il Rti guidato da All Foods se l’è aggiudicato con un ribasso dello 0,41 per centro) riguardano infatti il costo complessivo dei pasti stimati dal Comune (anche per adulti in difficoltà e per gli ultra 65enni a domicilio): se saranno meno rispetto al passato, ci sarà risparmio, altrimenti no. Nei prossimi giorni comunque il Comune promette di fornire «tutti i dati al riguardo solo una volta esperite le suddette, necessarie verifiche». In una nota inviata mercoledì in tarda serata le associazioni dei genitori puntano il dito contro i mancati risparmi e parlano di «cronaca di una morte annunciata, cioè la fine di un’esperienza virtuosa contraddistinta della partecipazione attiva e reale di una parte della cittadinanza alla vita politica di Perugia. su cui questa giunta ha voluto pervicacemente mettere una pietra tombale».

Radicali Alla nota dell’amministrazione comunale nel pomeriggio replicano i Radicali di Perugia con il segretario Michele Guaitini che, oltre a ricordare come le stime dei costi siano fatte dal Comune, sostiene che «ciò che lascia interdetti è l’ultima affermazione secondo la quale “da settembre il Comune non pagherà più il costo del pasto a bambino iscritto alla mensa, bensì il solo costo del pasto consumato”. In larghissima parte era già così. I due terzi della spesa totale del Comune per il servizio mensa facevano capo al precedente appalto che già prevedeva un corrispettivo basato sugli effettivi pasti consumati. Il restante un terzo costituito dai rimborsi ai Comitati dei genitori per l’acquisto delle derrate era sì fisso, ma comunque commisurato all’effettivo numero di bambini iscritti al servizio mensa e pertanto, indirettamente, al numero dei pasti serviti. Continuiamo a ritenere che il Comune di Perugia debba abbandonare questo tipo di acrobazie lessicali e riannodare i fili di un dialogo ormai interrotto con i genitori per correggere la rotta dal prossimo anno scolastico». «Comprendiamo – dice ancora – le difficoltà di un’amministrazione che si ritrova a dover fronteggiare una situazione di imbarazzo, dal momento che i ventilati risparmi per il servizio mensa sembrano svaniti nel nulla. Ma anche l’esercizio dell’arrampicata sugli specchi incontra dei limiti, quelli imposti dalla realtà».

Sinistra per Perugia Critica anche La Sinistra per Perugia, critica sui mancati risparmi: «Complimenti – dicono in una nota – alla giunta Romizi che riporta a casa meno democrazia e più costi per lo stesso servizi. Alla fine della “giostra” la Giunta Comunale del Sindaco Romizi riesce a fare il colpaccio. Sulle mense scolastiche porta a casa il risultato, anzi due: il primo, si togli dei piedi i quei rompiscatole dei genitori che volevano proseguire ad occuparsi dei pasti dei loro figli all’asilo, partecipare, assumersi responsabilità, riqualificare la spesa, risparmiare, puntare sulla qualità,ecc. è finito il tempo di queste cose con la destra al potere».

Twitter @DanieleBovi