Ex tabacchificio di via Cortonese

Demolizione degli edifici esistenti, ridotti al degrado, e costruzione di un complesso immobiliare di pregio con tanto di «gestore di comunità», una figura chiamata a «creare e coltivare relazioni tra i condomini oltre a fungere da presidio organizzativo ed attuativo sulle presenze». La giunta di Palazzo dei Priori ha approvato la variante che dà il via alla prima fase del recupero dell’ex tabacchificio di via Cortonese, oggetto nel tempo di numerose ipotesi progettuali, tutte rimaste inattuate.

Primo intervento La variante al Prg prevede la riqualificazione dell’area mediante un investimento privato di grande consistenza «con significative ricadute – viene spiegato – per il tessuto economico e restituisce una nuova vita a tutto il quartiere con servizi, come l’asilo, spazi comuni e per le associazioni, maggiori dotazioni di superfici pedonali libere da costruzioni». Nel dettaglio, la società proprietaria del complesso, ossia la Pentagramma Perugia spa, partecipata al 50% da Cassa Depositi e Prestiti Immobiliare srl (già Fintecna Immobiliare srl) e al 50% da Gbc Real Estate spa, ha incaricato la Fondazione Housing Sociale (Fhs) di Milano di realizzare l’operazione.

Il progetto Il progetto della Fhs prevede la realizzazione di un nuovo complesso da destinare soprattutto ad edilizia residenziale di qualità e di spazi comuni, con demolizione dell’esistente, fatte salve la palazzina uffici e la ciminiera, che sorgono fronte strada su via Cortonese. Per questo si è resa necessaria l’approvazione di una variante solo di destinazione d’uso, senza quindi aumenti di superfici costruibili rispetto alle previsioni vigenti e con la diminuzione di carico di circa 10 mila metri cubi di edifici. Inoltre sarà posto a carico del soggetto attuatore l’obbligo di realizzare tutte le opere necessarie di adeguamento della viabilità esterna connesse con l’attuazione del comparto.

Il gestore di comunità Il progetto, che si propone come innovativo, prevede, oltre l’intervento edilizio, anche una continuazione dell’attività mediante un soggetto gestore di comunità, sotto la supervisione del fondo, capace di creare e coltivare relazioni tra i condomini oltre a fungere da presidio organizzativo e attuativo sulle presenze.

Social housing per la ‘fascia grigia’ La variante (oggi l’area è configurata come zona per “Servizi Generali”, che prevede un ampio mix di funzioni di tipo direzionale, commerciale, ricettivo e residenziale), è, quindi, necessaria per consentire la realizzazione di un intervento di social housing integrato con i relativi servizi gestionali nonché per promuovere il recupero e il riuso di un complesso immobiliare dismesso (cosiddetta “microchirurgia urbana”). Le abitazioni in social housing – viene spiegato – non saranno destinate alle persone che hanno i requisiti per accedere all’edilizia residenziale pubblica, «bensì alla cosiddetta “fascia grigia” della popolazione (giovani, anziani, giovani coppie, genitori separati), che, da una parte, ha difficoltà di accesso alla casa per ragioni patrimoniali o legate al rapporto di lavoro, mentre, dall’altra, ha necessità di costruire relazioni interpersonali. Le modalità di accesso alle abitazioni e gestionali (es. requisiti soggettivi, prezzo) saranno disciplinate da un’apposita convenzione tra soggetto attuatore ed Amministrazione comunale».

La variante punto per punto Nello specifico, con la variante, verrà previsto, tre le altre cose, quanto segue: inserimento della destinazione d’uso dell’edilizia residenziale sociale (che deve essere superiore al 50%); lieve incremento delle superfici da destinare a edilizia residenziale di libero mercato (dal 10% al 15%) e per commercio (da mq. 2000 ad un massimo di mq. 2500) senza alcun incremento della Suc ammessa dal Prg vigente. Tale aumento del 5% dell’edilizia residenziale libera, sarà possibile attraverso il trasferimento di tale percentuale dal comparto Ac.fi. n. 7 di Ellera.