Il sindaco di Perugia Wladimiro Boccali

di Daniele Bovi
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Fontivegge e centro storico. Dei problemi di questi due quartieri, e delle possibili soluzioni, si è parlato venerdì mattina nel corso della riunione del comitato per l’ordine e la sicurezza. Intorno a un tavolo il prefetto Reppucci, Comune, Provincia, Regione, le forze dell’ordine e anche i rappresentanti delle Ferrovie dello Stato. Proprio partendo da Fontivegge, a breve entrerà in vigore il protocollo grazie al quale alcuni agenti della polizia provinciale aiuteranno nel presidiare la zona e si occuperanno degli ingressi degli uffici del Broletto, teatro del terribile duplice omicidio del marzo scorso. Entro fine anno poi Fs ha assicurato che partiranno i lavori per il potenziamento della videosorveglianza, mentre sul piano della logistica si pensa ad una riorganizzazione delle fermate dei bus.

Affitti L’altro grande tema, che interessa tutti e due i quartieri, è quello degli affitti. L’obiettivo è quello di scoprire chi affitta in nero e gli inquilini irregolari, spesso spacciatori. Allo scopo le forze dell’ordine hanno ribadito che i controlli verranno intensificati e in molti casi c’è da scovare i cosiddetti insospettabili: nessun clandestino, per evidenti motivi, può stipulare un contratto di affitto e quindi spesso serve andare a trovare chi pratica questa sorta di subaffitto. Alle forze dell’ordine il sindaco di Perugia Wladimiro Boccali ha chiesto poi uno sforzo ulteriore anche per far rispettare le ordinanze contro prostituzione e alcol.

IL DOCUMENTO CON LE PROPOSTE

Il comunicato In un comunicato arrivato nella serata di venerdì la prefettura assicura che il lavoro sul fronte sicurezza sta dando i suoi frutti: dall’«approfondito» esame della situazione fatto nel corso della riunione infatti è emerso che «l’incessante attività delle forze di polizia, nel recente periodo, ha consentito di ottenere una significativa riduzione dei reati, unitamente all’allontanamento di ben 18 cittadini extracomunitari di origine tunisina che si erano macchiati di gravi delitti connessi allo spaccio di droga». «Sul piano tecnico – è detto ancora -, saranno strutturati servizi di controllo del territorio, oltre che di intellingence, coinvolgendo forze di polizia, polizia provinciale e polizia municipale, evitandone dannose duplicazioni o sovrapposizioni, ai fini di un controllo sempre più capillare ed efficace del territorio

L’incontro E proprio al sindaco venerdì pomeriggio i rappresentanti del comitato «Perugia non è la capitale della droga», lo stesso che ha organizzato l’assemblea pubblica in piazza Grimana il 2 settembre scorso, hanno consegnato una serie di proposte a Boccali. In un documento di otto pagine si chiedono più controlli sugli affitti, un’estensione degli orari di Ztl e minimetrò, la riduzione dei prezzi dei biglietti dei mezzi pubblici e delle tariffe dei parcheggi, maggior cura di arredi e cartellonistica, mercati alimentari in centro storico e così via. Tra le proposte anche quella di una «Casa del jazz», «una sorta di museo – scrivono – da aprire in centro in cui raccogliere il vario materiale raccolto in questi quarant’anni».