di Vincenzo Diocleziano Di Natale
Perugia ha abbracciato la Fiamma olimpica delle Olimpiadi Invernali Milano–Cortina 2026. Un arrivo atteso, accompagnato da qualche problema organizzativo e da un ritardo iniziale, ma che non ha smorzato l’entusiasmo di una città che si è stretta attorno a un simbolo capace di unire generazioni, storie e comunità diverse. Il percorso ha attraversato le vie del centro con un tedoforo diverso ogni 200 metri, portando con sé alcune delle figure più rappresentative dello sport perugino. Tra i protagonisti: Lamberto Boranga, Margherita Castellani, Chiara Andidero e numerosi rappresentanti delle società sportive del territorio.
Piazza IV Novembre A Piazza IV Novembre si è svolta la cerimonia ufficiale, che ha raccolto centinaia di persone e fatto da cornice al racconto del viaggio della Fiamma.
Sul palco sono intervenuti la sindaca Vittoria Ferdinandi, l’assessore allo Sport Pierluigi Vossi, il presidente del Coni Umbria Roberto Sparniccini, il rappresentante del Cup Umbria Marco Pecciarolo, e i rappresentanti di alcune delle principali realtà sportive cittadine, dalla Sir Susa Vim Perugia al Perugia Calcio. All’arrivo della Fiamma portata da Boranga , accolto da un lungo applauso della piazza, sono intervenuti anche il sottosegretario Emanuele Prisco, il prefetto Francesco Zito e il questore Dario Sallustio.
Gli interventi Durante la cerimonia, la sindaca Vittoria Ferdinandi ha preso la parola, sottolineando il significato profondo della Fiamma per la città: «Accogliere questo simbolo potentissimo in una piazza così viva è straordinario. La Fiamma porta con sé valori universali: la competizione sana, il rispetto dell’avversario, la grinta dei nostri giovani. Questo passaggio ci ricorda ciò che davvero ci unisce». Ferdinandi ha poi ringraziato società, allenatori e famiglie per l’impegno quotidiano nello sport, soffermandosi sul valore dell’inclusione e sul coraggio delle nuove generazioni. A seguire, l’assessore allo Sport Pierluigi Vossi ha collegato il passaggio della Fiamma all’identità della città: «La Fiamma non ha semplicemente attraversato Perugia; l’ha abbracciata. Nella Perugia di Aldo Capitini, il fuoco olimpico trova una casa speciale».
Una città unita intorno al braciere L’accensione del braciere olimpico ha segnato il momento conclusivo di una giornata intensa, trasformando il passaggio della Fiamma in una vera festa collettiva. Cittadini, associazioni e istituzioni hanno animato piazza e vie del centro, dando voce a valori universali come inclusione, rispetto e condivisione. Perugia ha così salutato la Fiamma olimpica con orgoglio, lasciando che la sua luce illuminasse simbolicamente le strade della città e il messaggio che porta con sé: lo sport come motore di comunità e futuro.













