©Fabrizio Troccoli

di Ivano Porfiri

Nel mese di ottobre nel Comune di Perugia sono avvenute il 19 per cento di morti in più rispetto alla media degli ultimi cinque anni con una marcata accelerazione a partire da metà mese e un’impennata alla fine. Decessi “anomali” per lo più di anziani ultra 85enni, che nelle ultime settimane hanno una mortalità doppia. Lo si apprende dall’ultimo report del ministero della Salute, che monitora l’andamento giornaliero della mortalità in 32 capoluoghi di provincia italiani in relazione alla pandemia da Coronavirus. Ma i morti ufficiali di infetti Covid ne giustificano solo la metà.

Mortalità cresce ovunque Il report sottolinea come «per la settimana dal 28 ottobre al 3 novembre si conferma il trend in crescita della mortalità osservato a partire da metà ottobre in diverse città del nord (Torino, Genova, Milano) e del centro sud (Roma, Bari, Palermo). A partire da fine ottobre si inizia ad osservare un aumento della mortalità anche a Bologna, Firenze, Perugia, Cagliari e Catania». È tutto il paese, quindi, a essere investito dal fenomeno, contrariamente a quanto era avvenuto durante la prima ondata. A ottobre, la media dell’aumento al Nord è del 22 per cento, mentre al Centro-Sud è del 23.

Settembre tranquillo Venendo a Perugia, come era già emerso durante l’ondata di primavera, il 2020 è un anno con relativamente poche morti rispetto alla media, dato che viene confermato anche a settembre. Dal 1 al 30 nel capoluogo umbro sono avvenuti 108 decessi a fronte dei 126 attesi considerando l’andamento della mortalità giornaliera negli ultimi 5 anni, ovvero il 14 per cento in meno.

Fonte: Ministero della Salute

Ottobre a due volti Dal 1 al 31 ottobre, invece, le morti schizzano a 160 contro le 135 attese, dunque 25 in più, con un aumento del 19 per cento. Ma il mese si presenta a due facce. Scendendo più a fondo, infatti, nelle settimane 30 settembre-6 ottobre e 7-13 ottobre il dato resta sotto la media (53 morti contri le 61 attese). Dal 14 c’è il cambio di passo: nella settimana 14-20 ottobre avvengono 37 decessi contro i 31 soliti, in quella 21-27 si hanno 41 morti contro i 30 previsti, tra 28 e 3 novembre il dato sale fino a 46 contro i 29 attesi. In tre settimane, dunque, si hanno 34 morti in più di quelli previsti in media.

Muoiono gli anziani Guardando alle fasce di età, non si notano particolari anomalie tra 0 e 64 anni e tra 74 e 84. L’ultima settimana fa registrare 8 morti tra 65 e 74, molto più delle precedenti. Ma il vero salto avviene in quella da 85 anni in su, peraltro quella maggiormente colpita dalla mortalità per Covid: 20 decessi tra 14 e 20 ottobre, 27 la settimana dopo e 22 la successiva. Circa il doppio rispetto a quelle precedenti.

Discrepanza coi morti Covid L’aumento dei decessi è un dato oggettivo, provenendo dalle anagrafi. Ma a cosa sono dovute le morti in eccesso? Dai dati ufficiali, a Perugia, i decessi di infetti da Covid, nel mese di ottobre, sono stati appena 12 (di cui 4 l’ultimo giorno del mese). Meno della metà, perciò, rispetto ai 25 e, dato l’andamento del 2020, la differenza potrebbe essere anche maggiore. Visto quanto è avvenuto in alcune zone della Lombardia a marzo-aprile si potrebbe pensare a persone decedute in casa a cui non era stato fatto il tampone. Ma anche a cittadini affetti da altre patologie rimaste lontane dagli ospedali per paura o per i rallentamenti del sistema sanitario causa pandemia. Serviranno i dati più approfonditi sulle cause dei decessi per stabilirlo in maniera più precisa. Di certo, il fenomeno non si è fermato a ottobre. Anzi, sta accelerando ancora. Se a settembre i morti ufficiali Covid erano stati appena 3, al 13 novembre finora sono ben 25. Tra qualche settimana vedremo anche quanto sono aumentati quelli complessivi.

 

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