Il ministro con i ragazzi

Undici studenti, sei donne e cinque uomini, sopravvissuti a una strage terribile, quella dell’Università di Garissa, in Kenya, dove il 2 aprile scorso un gruppo di terroristi (fondamentalisti somali di al Shaabab) è entrato sparando nel campus provocando la morte di 150 persone, studieranno per nove mesi all’Università per stranieri di Perugia grazie alle borse di studio finanziate dal ministero degli Esteri. Il ministro, Paolo Gentiloni, li ha accolti mercoledì mattina all’aeroporto di Fiumicino. «Di fronte al terrorismo, la risposta culturale è fondamentale. È un segnale di come la cooperazione con gli studenti di quella università poteva essere una risposta al terrorismo. Gentiloni pochi giorni dopo l’attacco andò in Kenya per avviare l’iniziativa legata alle borse di studio.

Un nuovo inizio Martedì all’aeroporto c’era anche l’ambasciatore in Italia del paese africano, che ha ringraziato l’Italia «per aver reso possibile che questi ragazzi continuino i loro studi in un ambiente pacifica. Sono certa che ci renderanno fieri Dio li benedica, benedica l’Italia e il Kenya». «Per me è un nuovo inizio – ha detto Nyna Kozel Nomzamo, studentessa di 20 anni – e prego perché questa sia un’opportunità per il mio futuro e un motivo di ispirazione per gli altri. Non importa cosa si debba affrontare, l’importante è restare in piedi e continuare a camminare». Ai microfoni di SkyTg24 il ministro Gentiloni ha poi aggiunto che «si tratta di un segnale semplice. Alla minaccia terrorista si risponde non solo con la sicurezza, ma anche con la collaborazione per studiare, con la cultura e l’università. Italia e Kenya lo fanno in modo molto significativo». I ragazzi saranno accolti con una piccola cerimonia che si terrà venerdì a palazzo Gallenga, sede dell’Università per Stranieri.

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