Si chiama «Archivio della memoria condivisa di Perugi» ed è un progetto innovativo ed ambizioso: raccogliere, catalogare, digitalizzare e valorizzare il patrimonio documentario materiale (fotografie, video e filmati, documenti, interviste) riguardante la memoria storica della città, a partire dai dagherrotipi fino alle immagini digitali. E’ stato illustrato a Palazzo dei Priori, presenti gli assessori alla cultura del Comune, Andrea Cernicchi, e della Regione, Fabrizio Bracco, ed il curatore, Alberto Mori.
Cittadini protagonisti Caratteristica principale del progetto, promosso dall’assessorato alla Cultura del Comune di Perugia, in collaborazione e sinergia con quello della Regione, è quella di contare sull’apporto attivo e costante dei cittadini. Saranno loro a conferire i propri materiali nei diversi centri di raccolta già individuati (il Museo civico di Palazzo della Penna, le Biblioteche comunali e il Bibliobus) autorizzandone l’utilizzo per fini esclusivamente di divulgazione culturale. L’Archivio garantirà la digitalizzazione e catalogazione del materiale; l’accessibilità del patrimonio documentario tramite un sito web dedicato; la realizzazione di iniziative editoriali ed espositive, convegni e giornate di studio a fini divulgativi; la predisposizione di un servizio didattico.
Perugiassisi 2019 Il progetto costituisce un punto importante nella candidatura di Perugia e Assisi a Capitale Europea della Cultura 2019, per la quale è necessario, tra l’altro, provvedere alla realizzazione di strutture permanenti che valorizzino identità e patrimonio culturale grazie anche all’ausilio di nuove tecnologie.
Dopo la mostra L’assessore Cernicchi ha ricordato come l’Archivio sia l’ideale sviluppo della mostra fotografica “La memoria nei cassetti” (che si svolse a Palazzo Penna dal 27 novembre 2011 al 9 aprile 2012), primo progetto espositivo basato sulla contribuzione attiva dei cittadini. «L’istituzione dell’Archivio – ha detto – oltre che un grande sforzo organizzativo e tecnologico, rappresenta una risposta concreta a quanto ci hanno chiesto non solo i prestatori del materiale esposto nella mostra ma anche i numerosi visitatori, ovvero la possibilità di rendere il progetto di documentazione diffusa della storia cittadina una realtà quotidiana e non più episodica». Cernicchi, a tal riguardo, ha citato i dati della mostra: 162 prestatori del materiale (tra privati cittadini, aziende e enti) e 10.588 visitatori, con 614 cataloghi venduti. Da qui l’ idea di approfondire la conoscenza delle radici della Perugia recente, mettendo a sistema un’eterogenea moltitudine di patrimoni iconografici e documentari.
Primo in Italia E’ significativo osservare che, come è risultato da uno studio comparativo condotto su scala nazionale, l’Archivio della memoria condivisa di Perugia rappresenterà il primo vero e organico tentativo di ricostruzione capillare della memoria storica di un’importante città italiana.
Online Bracco ha aggiunto che la Regione contribuisce, oltre che a livello finanziario, anche inserendo l’Archivio della memoria condivisa di Perugia nel suo progetto più complessivo di digitalizzazione, con relativa possibilità di consultazione on line, del patrimonio librario, degli archivi storici, dei luoghi della cultura come teatri e musei. In sostanza, un grande piano, all’avanguardia in Italia, con il quale si mette a disposizione degli utenti una ingente molte di informazioni relative alla identità e alla vita culturale dell’ Umbria. «Un luogo virtuale – ha detto – con tutta la produzione ed i documenti della cultura regionale».
L’appello Da Alberto Mori, infine l’ appello a partecipare rivolto non solo ai perugini ma anche, per esempio, agli studenti che a Perugia hanno frequentato le Università. Nella conferenza stampa l’ assessore Cernecchi ha annunciato una prossima iniziativa editoriale con al centro gli archivi fotografici Fratticcioli, e lo spostamento del museo del giocattolo in una nuova sede, a San Marco.

