Scoccia durante la presentazione (©️Fabrizio Troccoli)

di Daniele Bovi

Otto anni e cinque mesi dopo la firma dell’accordo tra le istituzioni coinvolte, mercoledì è stato presentato alla città il progetto di recupero del cinema teatro Turreno di Perugia, chiuso ormai dal 2010. Presentazione che è stata anche la prima uscita pubblica per l’assessora all’Urbanistica Margherita Scoccia con i galloni di candidata sindaca. E così in diversi, alla sala dei Notari, hanno approfittato dell’occasione per stringerle la mano e scambiare qualche impressione.

FOTOGALLERY: LA PRESENTAZIONE ALLA NOTARI

Luogo identitario Scoccia, che di mestiere è architetta, nel suo intervento si è concentrata solo sul Turreno, senza affrontare per ora orizzonti più ampi: il teatro è stato definito come un «luogo estremamente identitario» e per esso è stato pensato un progetto «molto contemporaneo» frutto «di un percorso che parte da lontano». «Sarà una struttura – ha detto – estremamente flessibile e in grado di trasformarsi, con spazi ampliati. È nato come teatro per il popolo e appartiene a tutti». Il primo stralcio, come noto, è quello relativo alla Turrenetta da 175 posti mentre per il secondo «la progettazione è imminente; i lavori partiranno nella prossima primavera».

LE FOTO SCATTATE DAI TECNICI: COSA RIMANE DEL TURRENO

Cosa sarà «Il progetto generale – spiegava Palazzo dei Priori dopo l’approvazione del definitivo – vede la realizzazione di uno spazio polivalente che, superando la tradizionale impostazione teatrale, mediante opportune scelte funzionali e architettoniche, consente una più ampia e variegata fruizione (teatro, musica, cinema, danza, convegni, congressi, eventi di intrattenimento di varia natura). Inoltre la dotazione di soluzioni impiantistiche e tecnologiche lo renderanno un laboratorio culturale innovativo nel campo dei sistemi digitali finalizzati a migliorare la produzione dello spettacolo e delle altre attività culturali, capace di innovarne la fruizione, sia dal vivo che online. La struttura, completamente rinnovata, potrà inoltre fungere da piazza coperta, da centro congressi, senza mai perdere la sua funzione di cinema e teatro, in un’ottica di flessibilità tale da consentirne un utilizzo in chiave contemporanea». Negli anni passati invece non sono mancate ipotesi decisamente diverse: dal parcheggio alla paninoteca.

La bacchettata Il teatro è stato acquistato nel 2014 dalla Fondazione Cassa di risparmio di Perugia (ora Fondazione Perugia) per 2,9 milioni di euro, che lo ha poi girato a titolo gratuito a Regione e Comune con l’obiettivo di una profonda riqualificazione. Tra gli ospiti alla Notari anche Maria Cristina Colaiacovo, la presidente di una Fondazione (l’accordo del 2015 era stato firmato dal padre Carlo) che si è detta «commossa» ma che ha anche bacchettato sui tempi: «In questi anni – ha detto – ci sono stati troppi spazi vuoti e assenze in città, e ciò ha portato anche a perdere delle occasioni».

Tempi lunghissimi Complici mille problemi infatti i tempi si sono allungati tanto che, a inizio 2022, il Comune insieme alla Regione ha deciso di rimodulare i fondi (quelli della programmazione europea 2014-2020) per non perderli: la rendicontazione, infatti, sarebbe dovuta avvenire entro il dicembre di quest’anno. Nel frattempo, ovviamente, il progetto è stato parzialmente rivisto rispetto all’originale studio di fattibilità del 2017 e andrà a colmare «una lacuna – ha detto il presidente dell’Ordine degli architetti Marco Petrini Elce – durata troppi anni».

Primo stralcio Questo primo stralcio riguarderà la realizzazione delle opere strutturali generali e di quelle impiantistiche di base di tutto il comples­so; la realizzazione di tutte le opere edili e impiantistiche dell’ex Turrenetta, compreso il nuovo locale da destinare ad atrio e foyer della sala piccola; la fornitura di arredi e dotazioni tecnologiche per l’allestimento scenico dell’ex Turrenetta. La realizzazione di atrio e foyer della sala piccola sarà possibile grazie all’acquisto da parte del Comune degli spazi che affacciano su via Bartolo.

Gli altri lavori Complessivamente stando al nuovo progetto approvato nel marzo 2022 gli stralci previsti sono tre per un totale di quasi 11,2 milioni di euro. Nella determina dirigenziale con cui Palazzo dei Priori dava l’ok al primo stralcio si spiegava che gli altri 6,8 milioni andranno trovati in qualche modo in futuro per completare i lavori. In particolare si parlava di «tutte le opere edili e impiantistiche necessarie alla funzionalizzazione dell’atrio/foyer principale», di quelle «edili e impiantistiche necessarie alla funzionalizzazione della sala principale e dei locali e spazi accessori» e, infine, della «fornitura di arredi e dotazioni tecnologiche per l’allestimento scenico della porzione principale del complesso».

Agabiti e Varasano Se il via ai lavori è previsto per la primavera (la durata sarà di 18 mesi), per quanto riguarda gli altri interventi l’assessora regionale Paola Agabiti ha assicurato che altri quattro milioni grazie Fondi UE così da «procedere ulteriormente verso il completamento dell’intervento». Alla presentazione ha partecipato anche l’assessore alla Cultura Leonardo Varano: «Ci avviciniamo – ha detto – a restituire alla città uno spazio significativo, che ha un duplice valore: oltre a quello storico ce n’è uno di contesto dato che il recupero del Turreno si accompagna a quelli della biblioteca degli Arconi – i cui numeri di questo primo anno sono strabilianti – di San Francesco al Prato, del Parco delle Mura e anche dell’oratorio di Santa Cecilia».

UJ e Romizi Parte integrante del progetto sarà anche Umbria Jazz, presente alla Notari con i suoi vertici. Il festival, come spiegato dal presidente della Fondazione Gian Luca Laurenzi, potrebbe usufruire di un nuovo spazio al chiuso da circa mille posti mentre alla Turrenetta UJ potrebbe vivere tutto l’anno creando qui una vera e propria Casa del jazz, compreso il museo «utilizzando – ha detto – il nostro sterminato archivio audiovideo creatosi in cinquanta anni di attività». Chiudendo il pomeriggio il sindaco Andrea Romizi ha sottolineato «la concordia e l’armonia» tra le istituzioni che hanno lavorato al progetto. Quanto ai tempi, «a volte investire più tempo e risorse dà migliori garanzie». Via libera anche alla presenza costante del jazz al Turrenetta, «elemento identitario e imprescindibile per Perugia». Alla Notari erano presenti anche il dirigente del Comune Fabio Zepparelli, Roberto Pedicini per lo Studio Abacus srl e Gian Luigi Sylos Labini di Smn Architetti.

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