Treno in stazione (Foto Archivio Fabrizio Troccoli)

di Fabio Toni

Due coppie di treni trasformati da Eurostar a Intercity e un’altra coppia soppressa. «Non erano economicamente sostenibili – spiegano le Ferrovie dello Stato – abbiamo comunque salvato il salvabile».

I pendolari umbri, e in particolare ternani, non hanno mai digerito la soppressione dell’eurostar con partenza da Roma Termini alle 19.32, così come non hanno mai accettato il declassamento di altre due coppie di treni da eurostar a intercity. Proteste a cui rispondono direttamente le Ferrovie dello Stato: «Questi treni, tutti ‘a mercato’ e senza sovvenzioni statali, non avevano numeri sufficienti per sostenerne l’esistenza. Non possiamo fare la fine di Alitalia, tanto per intenderci. Così è stata decisa la soppressione di uno dei tre mentre gli altri due sono diventati intercity per ‘agganciarli’ al contratto di servizio sottoscritto con lo Stato per i treni a lunga percorrenza». Questo, secondo Trenitalia, era l’unico modo per mantenerli in vita. «A parte un mezzo che attualmente si trova in manutenzione, gli intercity possono contare sugli stessi materiali degli eurostar (Etr 450, ndr) e sugli stessi tempi di percorrenza. Ci sono poi due fermate in più, a Spoleto e Fossato di Vico, mentre il prezzo del biglietto è diminuito per le corse singole». Di eurostar «a mercato» ne è rimasta una coppia sulla direttrice Roma – Ravenna: «Questo treno non si ferma più a Spoleto e in altri centri delle Marche. Dovevamo renderlo più veloce e appetibile per sostenerne i costi».

La protesta di lunedì I pendolari-blogger del gruppo «Quelli che in treno» avevano contestato anche i disservizi e i frequenti ritardi delle corse. In particolare dopo la soppressione, avvenuta lunedì mattina, dell’intercity 731 che li avrebbe dovuti portare a Roma. «Purtroppo domenica sera, nel suo tragitto verso Perugia, il locomotore ha riportato un guasto all’altezza di Terni – spiegano da Trenitalia – Nel caso di specie non c’erano i tempi tecnici per riparare il danno». Poi un pò di dati: «Nell’ultimo mese il treno è stato soppresso due volte, l’11 e il 15 febbraio. Durante l’emergenza-neve i mezzi hanno viaggiato in condizioni estreme e alcuni guasti possono capitare. Circa i ritardi invece, ci sono stati due giorni (il 27 e il 28 febbraio, ndr) in cui il treno è arrivato a Roma 15 minuti dopo l’orario previsto. Per il resto, ha viaggiato sempre puntuale, nonostante l’emergenza-maltempo».

I treni Perugia-Roma I pendolari contestano anche l’istituzione della coppia di treni regionali Perugia – Roma, con il secondo che parte alle 18.52 dalla stazione Tiburtina. Per i viaggiatori interpellati, non si tratterebbe di una soluzione adatta alle esigenze di chi deve fare rientro in Umbria. «In molti lo snobbano», avevano affermato. Trenitalia, invece, sostiene la scelta concordata con la regione Umbria sulla base del contratto di servizio. «La massima istituzione regionale, nel ruolo di committente, è intervenuta per dare una soluzione in più ai pendolari umbri in una fascia oraria di per sé complicata. Alla partenza dalla stazione di Perugia Fontivegge, il treno può contare su una media di 100 persone mentre da Roma sono circa 150 a prenderlo. Ogni soluzione ha bisogno di un po’ di rodaggio prima di essere valutata. Il trend è comunque positivo». I contratti di servizio che le Ferrovie sottoscrivono con singole regioni italiane durano sei anni e prevedono degli investimenti: «In Umbria – annunciano da Trenitalia – entro tre anni arriveranno quattro nuovi elettrotreni da 300 posti ciascuno. Oltre a ciò intendiamo attuare un restyling complessivo dei mezzi che garantisca decoro e maggiore affidabilità».

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One reply on “Pendolari irritati per i treni soppressi verso l’Umbria, Trenitalia: «Non erano sostenibili»”

  1. Manca un dettaglio, e cioè che la maggior parte di quelli che sul treno 21588 delle 18:52 da Roma Tiburtina per Perugia, praticamente tutti quelli che salgono a Roma Tiburtina scendono ad Orte. Un treno pagato dalla Regione Umbria a beneficio dei laziali senza che la Regione Lazio contribuisca alla spesa. Per loro è stato davvero un affare! E sì che gli mancano i treni, dalle 16 alle 20 ne hanno una ventina, quanti gli umbri in una settimana. Vergogna!

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