Il convegno all'Università per stranieri

«Il settore della pedo-pornografia e più in generale della protezione dei minori dai rischi della rete è un ambito che vede denunce e segnalazioni in costante aumento e ciò grazie anche all’opera di sensibilizzazione fatta con le campagne educative che coinvolgono studenti, insegnanti e genitori». Ad affermarlo la dirigente del compartimento polizia postale e della comunicazioni di Perugia, Anna Lisa Lillini, nel corso del convegno ‘Privacy and security in social media’, che si è svolto nella sede dell’Università per stranieri per i 20 anni della nascita della Polposta.

FACEBOOK: ‘COSI’ COMBATTIAMO L’ODIO ONLINE’

Polizia postale Lillini ha descritto le attività in continua crescita nel contrasto della criminalità in rete, ma anche di educazione nelle scuole. «Accanto ai tradizionali fenomeni di clonazione di carte di credito e phishing – ha sottolineato – sono in aumento altri fenomeni criminali che utilizzano tecnologie sempre più sofisticate come quella del ‘man in the middle’, che colpisce soprattutto aziende e imprese commerciali». Per quanto riguarda il cyberterrorismo, poi, «il compartimento umbro è costantemente impegnato nell’opera di monitoraggio della rete alla ricerca di fenomeni di radicalizzazione e propaganda del terrorismo di matrice jihadista».

Cyberbullismo Per ciò che riguarda, in particolare, bullismo e cyberbullismo, il responsabile delle campagne educative della polizia postale, Marco Valerio Cervellini, ha invitato a denunciare: «Non restate in silenzio», ha esortato. «Intervenire quando il minore è stato violato, abusato o addirittura indotto al suicidio è una grande sconfitta per noi operatori della sicurezza e per la società civile», ha aggiunto.

Facebook e i social Presente anche Laura Bononcini, responsabile Facebook per i rapporti istituzionali in Italia, Grecia, Cipro e Malta. «La tutela della sicurezza online è per noi assolutamente prioritaria – ha dichiarato -. In caso di segnalazione di violazioni da parte degli utenti, si procede con la rimozione rapida dei contenuti che non dovrebbero essere sul social, come quelli di cyberbullismo e di hate speach. Ogni segnalazione viene vagliata non da un algoritmo, ma da persone che leggono, capiscono il contesto, riconoscono profili fake spesso utilizzati per fare attivita’ di hate speach e cyberbullismo. Altro punto fondamentale – ha sottolineato ancora Bononcini – è la collaborazione con le forze dell’ordine, con le associazioni, con le istituzioni per informare e sensibilizzare, per fare capire alle persone che gli strumenti ci sono. Per ricordare sempre che quello che succede su Facebook e online non è virtuale ma assolutamente reale». Nel corso della mattinata è emerso anche che l’Università per Stranieri di Perugia potrebbe attivare a breve un corso di alta formazione, un master, dedicato a come difendersi dal ‘Cybercrime’.

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