Il sistema di telepedaggio dovrebbe essere installato entro il 2011

di Daniele Bovi

Le operazioni che porteranno al pagamento del pedaggio sul raccordo Perugia-Bettolle vanno avanti. A confermarlo giovedì mattina ai membri della commissione Urbanistica del Comune di Perugia è stato l’ingegner Andrea Primicerio, dirigente del compartimento umbro dell’Anas. Nel corso dell’audizione infatti, Primicerio ha fatto presente ai consiglieri della commissione presieduta da Carlo Fabbri che le operazioni propedeutiche all’installazione dei portali per il «pedaggiamento» del Perugia-Bettolle procedono. Secondo quanto comunicato giovedì mattina i restanti mesi del 2011 dovrebbero essere dedicati all’installazione, mentre si potrebbe cominciare a pagare dal 2012. Il condizionale però, viste le tante incognite legate al tema, è d’obbligo.

I punti interessati Stando a quanto noto i punti su cui le strumentazioni, simili ai tutor, verranno installate, potrebbero essere Ponte San Giovanni, Piscille, Prepo, San Faustino, Madonna Alta, Ferro di Cavallo, Olmo, Corciano, Mantignana, Magione, Torricella, Passignano est, Ovest, Tuoro, Castiglione del Lago, Pietraia, Cortona e Foiano.

L’ordine del giorno del Pd I progetti dell’Anas non sono per nulla piaciuti al Pd, che appena terminata la seduta di commissione ha presentato un ordine del giorno a firma Capaldini, Mariuccini, Consalvi e Mirabassi. I quattro consiglieri, dopo aver ricordato che «presubilmente la trasformazione di questa arteria in strada a pedaggio avrà ripercussioni sulla viabilità interna e costi aggiuntivi per i cittadini per la manutenzione delle strade comunali», chiedono a sindaco e giunta di intervenire per sapere «se le caratteristiche attuali del predetto raccordo siano adeguate al pagamento del pedaggio e se i cittadini di Perugia saranno esentati dal pagamento». Nell’ordine del giorno poi i quattro chiedono poi di conoscere «tempi e i modi di attuazione del progetto». In più, i consiglieri Pd chiedono che l’odg si discuta celermente e che in una delle prossime sedute intervengano gli assessori competenti di Comune, Provincia e Regione.

I free flow A installare i «free-flow», strumenti, come detto, molto simili ai tutor visibili in autostrada, sarà il Raggruppamento temporaneo di imprese, costituito da Autostrade per l’Italia, Autostrade Tech spa e Sinelec spa, che si è aggiudicato il 18 gennaio scorso l’appalto di Anas. Come fatto notare giovedì mattina in sede di commissione però, il pedaggio presupporrebbe che la strada sul quale viene applicato abbia le caratteristiche giuste in termini di sicurezza e servizi. Insomma, per costringere i cittadini a pagare bisognerebbe farli viaggiare su un’autostrada e non su un raccordo vecchio e malandato e che, perlopiù, è usato dai perugini per pochi chilometri come una tangenziale. Vero è che nelle metropoli le tangenziali sono a pagamento, ma è altrettanto vero che Perugia non presenta di certo le caratteristiche di una metropoli.

Le incognite Le incognite intorno al «pedaggiamento» del Perugia-Bettolle e degli altri raccordi in gestione diretta dell’Anas sono ancora molte. Le ultime notizie risalgono ai primi giorni di aprile, quando il presidente di Anas Pietro Ciucci è stato ascoltato dalla commissione Lavori pubblici del Senato. In quella sede Ciucci aveva sottolineato come non ci fossero «i tempi tecnici per rispettare la scadenza del primo maggio», in origine fissata per l’introduzione del pedaggio. L’introduzione dei pedaggi avverrà quindi «un po’ più avanti del primo maggio, ma questo possiamo dirlo solo dopo che sarà stato emanato il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri dove, oltre alla rete da pedaggiare, devono essere indicati anche i criteri. La nuova data – ha aggiunto – è la conseguenza tecnica dei tempi necessari per realizzare un sistema di pedaggiamento che riguarda centinaia di chilometri di autostrade. Dal momento in cui verranno fissate rete e criteri potremo dire quanto tempo è necessario, il minimo indispensabile».

Ciucci: ci vorranno alcuni mesi Ciucci aveva quindi indicato che l’iter per l’introduzione dei pedaggi prevede prima il dpcm, poi l’aggiudicazione definitiva della gara e quindi il cronoprogramma per la realizzazione dell’opera: «Ci vogliono alcuni mesi – ha ribadito – e dipende anche dal contenuto del dpcm». Le modalità di pagamento, invece, dovrebbero essere «le più flessibili»: con la possibilità di utilizzare sia il telepass, sia pagamenti anticipati con tessere a scalare.

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