di Sara Calini

In arrivo una lunga serie di incontri ufficiali per l’ingegnere Corrado Perugini, commissario straordinario del Parco nazionale dei Monti Sibillini. Giovedì mattina a Visso, nella sede dell’ente, il commissario infatti si è confrontato con i gruppi regionali Cai dell’Umbria e delle Marche alla presenza anche di alcuni referenti delle commissioni Cai dei gruppi regionali e la direttrice del Parco, Maria Laura Talamè.

L’incontro Presenti alla riunione di giovedì 20 i rappresentanti del Cai, Maria Luisa Spantini per l’Umbria e Fabio Duro per le Marche. All’ordine del giorno c’è stato il protocollo d’intesa firmato lo scorso luglio tra Parco e Cai nazionale sulla reciproca collaborazione per attività di valorizzazione e tutela del patrimonio naturale dei Sibillini. «Quella con il Cai è una collaborazione strategica e ormai consolidata nel tempo – sottolinea Perugini – essere supportati in questo percorso da organizzazioni qualificate come il Cai è importante perché è un segnale di condivisione di intenti e di visione strategica comune per il futuro del Parco» ha detto, presentando  il gruppo di lavoro congiunto chiamato a portare avanti i lavori.

Il gruppo Il gruppo di lavoro sarà chiamato a ragionare su diversi temi come la promozione di un turismo sempre più sostenibile e consapevole, la razionalizzazione della sentieristica, il monitoraggio dello stato attuale di rifugi e ricoveri presenti nel Parco. «È fondamentale un confronto costante con le associazioni di tutela e promozione del territorio montano – prosegue Perugini – Il nostro obiettivo è rendere il Parco uno spazio fruibile in modo consapevole dalle tante persone che vengono a visitarlo. Parliamo di un territorio con potenzialità enormi dal punto di vista turistico e che può rappresentare un vero motore per l’economia locale». Tra le attività di cui si occuperà il Parco, infatti, anche la formazione per l’alpinismo giovanile, iniziative di educazione ambientale per sensibilizzare sulla fragilità degli ecosistemi e per la consapevolezza dei rischi connessi a una frequentazione non responsabile del Parco e, più in generale, dell’ambiente montano.