Una turista nella zona di Montepulciano

«Promuovere lo sviluppo culturale e turistico integrato» dell’area che comprende Valdichiana, Amiata-Valdorcia, Trasimeno e Orvietano, «valorizzando lo spazio dell’antica Etruria centrale». È questo l’obiettivo principale di “SistemaEtruria”, il progetto da oltre 2 milioni di euro sottoscritto nei giorni scorsi dalle Regioni Umbria e Toscana insieme a Patto 2000, ente responsabile per il territorio del Patto Vato, uno dei documenti territoriali che puntavano alla sviluppo culturale e turistico della zona.

Secondo tentativo Si tratta del secondo tentativo di Umbria e Toscana di far partire il progetto; la prima volta, infatti, era stato approvato nel 2018, venendo però bloccato dalla Legge Madia del 2015, che aveva tentato di sciogliere i Patti territoriali. Anche se più strutturato rispetto al primo, il nuovo documento rimane un passaggio preliminare, in vista della successiva formalizzazione dell’accordo di programma per l’utilizzo delle risorse concesse, ma attualmente nelle casse del Mimit, il Ministero delle imprese e del made in Italy.

L’operazione Sono due le linee di intervento individuate nel piano; da un punto di vista strutturale, si punta a «valorizzare il patrimonio naturalistico pre esistente», «riqualificare le strutture di interesse strorico e civico come musei, parchi e siti archeologici» e «completare la rete ciclopedonale, la rete enogastronomica e gli intinerari culturali» come la Ciclovia del sole, il Sentiero della bonifica, il Circuito del lago Trasimeno, la via Francigena e la Romea-Germanica. La seconda parte degli interventi guarda invece al futuro con la «digitalizzazione e il censimento del patrimonio culturale e degli archivi storici» insieme all’elaborazione della «carta archeologica dell’area Vato», con la collaborazione delle Università degli Studi di Siena e di Perugia.

Cabina di regia A causa della vastità dell’area Vato è stata concordata la nomina di una cabina di regia con rappresentanti degli interessi di tutte le parti coinvolte per semplificare e velocizzare il più possibile il processo decisionale. Rispetto al documento del 2018, si allarga il numero di membri della cabina: oltre alle Regioni e a Patto 2000, parteciperanno anche le Camere di commercio dell’Umbria e di Arezzo-Siena, le direzioni regionali dei Musei nazionali, le Università di Perugia e Siena e alcuni soggetti economici e fondazioni del territorio.

Come ci siamo arrivati “SistemaEtruria” è il risultato di un lungo iter legislativo e finanziario, partito ufficialmente nel 2018 con la prima approvazione del pre-accordo, ma che affonda le sue radici ancora più in là nel tempo, già nel 2003. A luglio di quell’anno infatti, l’allora Ministero dello sviluppo economico – oggi Mimit – aveva assegnato diversi milioni del fondo Cipe alle regioni italiane per finanziare iniziative imprenditoriali e interventi infrastrutturali per lo sviluppo del territorio. Nello specifico un milione all’Umbria e quasi tre alla Toscana. Fondi che, in parte, sono rimasti inutilizzati per anni; fino al 2017, quando il Ministero ha avviato la procedura per recuperare la somma finita «in perenzione finanziaria», quindi ancora assegnata ma non immediatamente disponibile. Ed è in quell’occasione, nel 2018, che le due regioni hanno deciso di ‘unire’ i 2,3 milioni di euro di fondi residui che avevano a disposizione, dando vita al progetto quasi come lo vediamo oggi.

Il “Progetto Pilota” del 2024 Su queste zone a cavallo tra Umbria e Toscana sono già stati fatti diversi interventi; con il “Progetto Pilota” – risultato primo nella graduatoria nazionale tra quelli delle aree interne – nel 2024 l’area Vato ha infatti ottenuto dal Mimit 10 milioni di euro con cui ha finanziato 62 progetti. Di questi, 30 pubblici e 32 imprenditoriali, parte di un programma complessivo di investimenti da oltre 14 milioni di euro approvato dal Ministero per la «rigenerazione urbana, la mobilità dolce, o percorsi naturalistici e archeologici, la ricettività e la valorizzazione delle produzioni enogastronomiche locali». Stando alla delibera, nello stesso anno, con 479 mila euro del Mimit, è stata realizzata una piattaforma per la promozione e la gestione della rete culturale e turistica; in seguito con 40 mila euro la Fondazione Monte de Paschi di Siena ha finanziato un Piano unitario per la messa a sistema dell’offerta culturale e turistica del territorio.

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