di Enzo Beretta
Una lunga malattia ha portato via Luciano Giorni, 73 anni, uno dei ristoratori più noti del Centro Italia. Passignano sul Trasimeno piange una delle figure maggiormente rappresentative. Ottenne, grazie al suo sacrificio, una delle primissime stelle Michelin in Umbria, risultato ambizioso che portò nel ristorante di via Nazionale personaggi del calibro di Vittorio Gassman, Luca Cordero di Montezemolo, Umberto Agnelli, Liam Gallagher, Patsy Kensit, Valentino Rossi, Franco Califano e Jovanotti. Sempre con il sorriso sulle labbra, Luciano, raffinato amante della vita mondana con l’immancabile Marlboro fina tra le dita, ha affrontato con grande dignità il periodo più difficile. Si è arreso, purtroppo, stamani alle 5.15 e la triste notizia ha rovinato la giornata ai tanti amici che si era saputo creare con i suoi modi di fare affabili e gentili.
La rivoluzione Partì giovanissimo, all’età di 16 anni, per la Corsica, lavorò duramente a Parigi e a Francoforte dove maturò esperienze straordinarie che lo portarono, al rientro a Passignano, a rivoluzionare nel senso pieno del termine il concetto di ristorazione nella nostra regione. E il locale ‘Il Cacciatore’, aperto dai genitori nel lontano 1948, si trasformò ben presto in un elegante ristorante di pesce di mare. Chic, ricercato, non per tutte le tasche.
I viaggi di notte Luciano finiva di lavorare a notte fonda e anziché andare a dormire partiva in direzione Porto Santo Stefano per partecipare alle aste e accaparrarsi il pesce freschissimo – riempiendo il bagagliaio di scampi, astici e mazzancolle ancora vive – oppure verso i mercati generali di Roma dove amava rifornirsi di frutta esotica. Dopo il viaggio di ritorno era sufficiente qualche ora di sonno per ripartire con il servizio del pranzo.
Prima stella Michelin Non si fermava mai quel ‘lazzarone’ di Luciano Giorni (in questo modo si rivolgeva alle persone più care): i sacrifici, però, vennero ripagati con una delle prime stelle Michelin in Umbria ottenuta nel 1979. La terrazza sul lago era divenuta ormai famosa in Italia, motivo d’orgoglio per un intero paese che in maniera sempre discreta sbirciava nella speranza di incrociare lo sguardo di qualche vip. Celebre, da Luciano, il risotto agli scampi e la bisque d’astice. L’indimenticato Gianni Brera negli anni Ottanta dedicò perfino un articolo a quegli eccezionali ceci con ovuli e scampi. Mancherà a tutti Luciano, l’uomo che forse più di ogni altro ha reso grande un paese piccolo come Passignano sul Trasimeno.
L’ultimo saluto I funerali di Luciano si terranno martedì alle 15.30 nella chiesetta del cimitero di Passignano. La redazione di Umbria24 si stringe attorno alla famiglia esprimendo le condoglianze ai figli Cristian ed Enrico e alla nipotina Aurora.
