di Maurizio Troccoli

Il cardinale Bassetti, durante la Veglia di Pasqua, nella cattedrale di San Lorenzo, a Perugia, ha rimesso al centro della sua preghiera le vittime degli attentati terroristici di Parigi e di Bruxelles e i profughi. Come ha fatto nel testo della Via Crucis del Papa al Colosseo, come ha ripetuto durante la Lavanda dei Piedi in carcere e in cattedrale, come ha ribadito nel messaggio alla Comunità diocesana e anche nel suo editoriale di Pasqua, l’attualità tragica irrompe dentro le nostre vite e coscienze interrogandoci. Il cardinale di Perugia anche davanti ai tantissimi fedeli presenti nella cattedrale di San Lorenzo per la Veglia, si è soffermato su questi episodi e sugli ultimi chiedendo ai fedeli di guardare il loro il volto di Cristo.

MESSAGGIO ALLA CUMUNITA’
NELLA VIA CRUCIS CON PAPA FRANCESCO

I fatti di Parigi e Bruxelles «Cristo ha vinto la morte – ha detto durante l’omelia – e un’alba nuova si leva per l’umanità. Ma, come ho scritto nella Via Crucis del Colosseo, tutto questo non ci rende insensibili ai gridi di dolore che si innalzano da una umanità ferita. Non possiamo dimenticare i tragici fatti di Parigi e di Bruxelles, frutto di un terrorismo cieco e fanatico che vuole soltanto creare terrore, insicurezza e paura».

FOTOGALLERY, LA VEGLIA IN CATTEDRALE

I profughi Il cardinale ha poi ricordato i profughi che ha incontrato in diverse occasioni che ha scelto, quest’anno, pe la ‘Lavanda dei Piedi’. «Accanto al terrore – ha detto – c’è  l’interminabile esodo dei profughi. Ho ritenuto una grande grazia del Signore avere potuto lavare i piedi a 6 di loro, di cui tre ragazze del continente africano in stato di gravidanza e tre ragazzi pachistani, ospiti di alcune strutture della nostra Caritas diocesana».

LAVANDA DEI PIEDI IN CARCERE
TESTO INTEGRALE VIA CRUCIS

Vittime Erasmus Quindi il pensiero di Bassetti è andato alle vittime della strage dell’Erasmus: «Anche l’incidente avvenuto nei giorni scorsi in Catalogna, in Spagna, dove 13 giovani studentesse, di cui 7 italiane hanno perso la vita, ci ha portato a essere vicini alle loro famiglie con la nostra solidale preghiera». Poi ha rivolto lo sguarda agli attuali martiri «della fede – ha detto – che, nella carità dei poveri, penso alle 4 suore missionarie della carità trucidate nello Jemen, insieme hanno vissuto, testimoniato e, insieme, hanno dato la loro vita, perché sapevano benissimo a ciò che andavano incontro. Nella loro ultima lettera hanno scritto: ‘Imploriamo Gesù misericordioso di proteggere i nostri poveri e di concedere pace a questa nazione’».

LA LAVANDA: FOTOGALLERY

Gli ultimi Quindi l’esortazione alla sua gente: «L’apostolo Paolo ci ha detto con forza che ‘se siamo morti con Cristo, crediamo che anche viviamo con lui, sapendo che Cristo risorto dai morti non muore più’». E, a conclusione della celebrazione ha rivolto ai numerosi fedeli della cattedrale di San Lorenzo il suo augurio dicendo loro di portare «il saluto del vescovo ai vostri cari e, in modo particolare, alle persone che soffrono come i malati, gli anziani, i disabili, coloro che hanno perso il lavoro e, non da ultimi, i detenuti»

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